Caldo e vento, oltre 60 incendi nel Salento. Canadair inviato su Maglie

Giornata di lavoro incessante per i vigili del fuoco. Per il rogo più grosso, in un bosco, necessario l'arrivo di un aereo

LECCE – Caldo asfissiante e venti con raffiche fino a 35 chilometri orari spiranti da sud. Una miscela esplosiva, e non si fa per dire. A partire dalla mattinata, tutte le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce e dei vari distaccamenti, che si sono avvicendate dalle 8 del mattino con gli smontanti della notte, sono state impegnate per una miriade di interventi di varia entità. Centinaia di chiamate, in alcuni casi da cittadini diversi per segnalare lo stesso evento, per oltre una sessantina di focolai sparsi in ogni punto della provincia.

Alle 20 di questa sera erano stati trentadue gli incendi per i quali erano intervenuti i soli vigili del fuoco, con poche squadre a disposizione – meno di quante ce ne vorrebbero, sicuramente -, cioè quelli di maggiore entità, e un’altra trentina gli interventi smistati alle sezioni di protezione civile. Il rogo più grosso, quello divampato nel primo pomeriggio di oggi in un bosco alla periferia di Maglie, a nord-est circa di località Masseria San Sidero. Tale la difficoltà nello spegnimento, che in serata è stato necessario l’invio di un Canadair da Bari.

C’è, poi, un problema nel problema, perché a fuoco non vanno solo sterpaglie, ma anche interi uliveti costituiti da piante malate da Xylella. Un fatto di cui si è riferito più volte e del quale di recente ha parlato anche Sergio Blasi, consigliere regionale del Pd. “Al netto della casualità e delle temperature, viene il sospetto che ci sia chi preferisca sbarazzarsi di alberi ormai infruttuosi per fare spazio ad altro”, ha dichiarato, ritenendo concreto “il rischio di una cementificazione selvaggia del territorio” e invitando a “tenere la guardia alta”.

Esiste una legge regionale che porta la sua firma (la numero 7 del 2016) che prevede una serie di misure a tutela delle aree colpite da Xylella, con divieto di cambiare la destinazione d’uso degli appezzamenti di ulivo affetti per almeno sette anni. “Una seconda legge regionale, da me presentata più di recente (articolo 36 della legge di Bilancio 2019), prevede invece il reimpianto degli ulivi nella aree infette da Xylella anche per i piccoli appezzamenti non aziendali”, ha ricordato.

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“Questo piccolo impianto normativo rende oggi ancor più efficaci i 40 milioni che la Regione Puglia ha sbloccato per il reimpianto di specie resistenti di ulivo, anche nei piccoli appezzamenti. Questo è fondamentale, perché è la moltitudine di piccoli appezzamenti che determina la fisionomia del nostro paesaggio e lo rende unico”, ha aggiunto Blasi. “E non mi stancherò mai di ripetere che il paesaggio è la risorsa più grande che possediamo. Un capolavoro che va tutelato e promosso, approfondito e vissuto, e del quale dobbiamo imparare a essere parte come collettività, facendo ciascuno la propria parte, nell’interesse di tutti”.

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