Cronaca Via Giuseppe Parini

Bruciano cinque mezzi: vetro in frantumi e fiamme anche all’auto dell’avvocato

Gli episodi sono avvenuti rispettivamente a Lecce, Ugento e Giorgilorio: il danno è di decine di migliaia di euro

La vettura distrutta in via Parini, a Lecce.

LECCE – Notte di fuoco e di intimidazioni, quella appena trascorsa. Tre roghi sono divampati in altrettanti punti del Salento, rispettivamente a Lecce, Surbo e Ugento. Il primo, in ordine di tempo, è avvenuto in via Giuseppe Parini, in città, all'altezza del civico 2. Ignoti hanno mandato in frantumi il vetro posteriore di una Bmw X5 di proprietà di un avvocato civilista  del luogo, Giuseppe Dell'Anna Misurale, per poi appiccare le fiamme. Il fuoco si è propagato immediatamente, arrecando danni per diverse migliaia di euro. A scoprire l'accaduto è stato lo stesso avvocato, il quale si è rivolto al numero di pronto intervento. Sul posto, oltre ai pompieri, anche gli agenti di polizia della sezione volanti. Il rogo non ha fortunatamente provocato conseguenze alle altre vetture parcheggiate nei pressi di piazza Ariosto.

Ma ora il personale della questura sta indagando per cercare di fare chiarezza su quanto accaduto. I poliziotti hanno infatti ascoltato il professionista 52enne, specializzato in diritto fallimentare, per chiarire se il livore di qualcuno sia potuto montare in ambito professionale. Il legale, infatti, oltre alla sua mansione nel Foro di Lecce, ricopre anche la carica di presidente del circolo tennis "Mario Stasi", nel centro della città, a pochi passi da Porta Napoli. Le piste possono diramarsi in più ipotesi, e gli inquienti cercheranno di tracciare a breve un solco investigativo.

Poche ore dopo, questa volta in via Marina, a Ugento, ha invece preso fuoco la Renault Gran Scenic di proprietà di un imbianchino 40enne del luogo. Il veicolo, non particolarmente recente, è andato in fumo per cause che non è ancora dato conoscere. I pompieri del distaccamento locale, intervenuti per domare l’incendio, non hanno rilevato nulla di sospetto: non è stato possibile individuare tracce di benzina, né è spuntata alcuna bottiglia o contenitore di liquido infiammabile.

I carabinieri della stazione locale, tuttavia, hanno ascoltato l’operaio per stabilire se qualcuno, tra i contatti, possa aver covato rancore nei suo i confronti. Al momento, l’uomo ha dichiarato di non nutrire alcun sospetto. Ma le indagini proseguiranno per fare chiarezza sulla matrice del rogo, che ha danneggiato il mezzo per una somma di circa 5mila euro, colpendo anche un furgone Peugeot in sosta accanto, appartenente allo stesso proprietario.

Altri due episodi, anche qui presumibilmente per mano di qualcuno, a Giorgilorio, la frazione di Surbo. Due roghi a poca distanza, nello stesso isolato, sono esplosi nei pressi di via 2 Giugno. Nel primo è stata danneggiata la Peugeot 107 intestata a un 59enne del posto, ma in uso alla figlia di 30 anni. Nel secondo, è stata invece danneggiata una Nissan, di proprietà di un coetaneo surbino. In entrambi i casi sono giunti i vigili del fuoco del comando provinciale, assieme ai militari dell’Arma della stazione locale. I carabinieri stanno ascoltando i titolari delle vetture, alla ricerca di indizi che possano far emergere particolari determinanti per le indagini e chiarire se i due fatti, come si sospetta, siano legati a doppio filo tra loro.

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