Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Due roghi in poche ore: in fumo auto e i resti di 460 olivi secolari appena estirpati

Tanti gli episodi, di cui uno di certa natura dolosa, tra Gallipoli e Copertino. In entrambi i casi sono sopraggiunti i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia della Città Bella. Indagini in corso

GALLIPOLI – Il solito fenomeno notturno ha colpito ancora: altri due incendi nelle ultime ore tra Gallipoli e Copertino, uno è certamente di natura dolosa. Il primo episodio nella tarda serata di ieri, nella Città Bella, dove in via Massa è andata in fumo l’autovettura intestata a un 63enne originario di Brindisi, ma residente del luogo. L’uomo è disoccupato e noto alle forze dell’ordine.

La fiammata è divampata attorno alla carrozzeria di una vecchia Fiat Tempra e ha completamente messo fuori uso il veicolo. I vigili del fuoco del distaccamento locale, allertati dagli abitanti dell'isolato, sono subito intervenuti per evitare che il rogo potesse propagarsi anche agli altri mezzi in sosta nelle vicinanze. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia gallipolina, i quali stanno ora cercando di stabilire assieme al 115 la natura dell’incendio anche tramite l'ausilio delle telecamere di sorveglianza.

Gli stessi militari del Nucleo operativo e radiomobile sono stati poi costretti a un secondo intervento, poco dopo, questa volta a Copertino. Nella nottata, carabinieri e pompieri hanno infatti raggiunto contrada Cambrò dove è divampato un rogo su un terreno intestato a una imprenditrice agricola, una 60enne di Nardò e in uso al proprio figlio, un uomo di 36 anni residente a Lecce. Le fiamme hanno colpito un cumulo di grosse proporzioni di materiale vegetale in attesa di essere cippato.

Il titolare del fondo aveva infatti incaricato una ditta di Martina Franca all’estirpazione di 460 alberi di olivo secolari: erano in attesa di essere ridotti in pezzi più piccoli ma sono stati inceneriti. Il danno complessivo ammonta a circa 30mila euro e non è coperto da polizza assicurativa. Gli investigatori dell’Arma hanno avviato una serie di accertamenti per risalire agli autori del rogo: dal sopralluogo effettuato alla presenza dei “caschi rossi” vi sono pochi dubbi sulla matrice dolosa.

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