Accusato di aver dato fuoco all’autovettura della ex, fissato il processo per un 43enne

Ha chiesto e ottenuto di essere giudicato in abbreviato il 43enne ritenuto responsabile dell’incendio avvenuto lo scorso 29 ottobre in piazzale Cuneo a Lecce. L’uomo risponderà anche di stalking e maltrattamenti

LECCE - Si discuterà il 9 aprile il processo con rito abbreviato nei riguardi di un 43enne leccese G.G. (le iniziali del suo nome che non riportiamo del tutto per tutelare la privacy della persona offesa), arrestato lo scorso 29 ottobre con l’accusa di aver dato fuoco all’auto della ex convivente.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe annunciato alla malcapitata la volontà di provocare un incendio già qualche giorno prima dell’episodio che gli costò il carcere (oggi è sottoposto al divieto di dimora a Lecce e a Torre Chianca). Ad andare distrutta  non fu solo la vettura presa di mira, un’Alfa 147, parcheggiata in piazzale Cuneo a Lecce. Dopo il rogo, il mezzo in fiamme si spostò di una decina di metri finendo contro altri due mezzi vicini, una Citroen Cx e una Ford Fiesta, che riportarono così danni ingenti.

Nel giro di poche ore, gli agenti della squadra volanti della Questura di Lecce individuarono il responsabile in G.G., arrestandolo così per danneggiamento e atti persecutori.

Dal banco degli imputati, il 43enne dovrà rispondere anche del reato di maltrattamenti perché avrebbe percosso e minacciato la convivente in più circostanze, in alcune delle quali fu necessario l’intervento delle forze dell’ordine come il 30 maggio e il 3 e l’8 ottobre dello scorso anno, quando l’avrebbe colpita al braccio, in testa e le avrebbe bloccato con forza il polso.

Nel processo abbreviato chiesto e ottenuto dall’imputato attraverso l’avvocato difensore Carlo Giuseppe Reho (in seguito al decreto di giudizio immediato che era stato disposto nei suoi riguardi), la donna potrà costituirsi parte civile con l’avvocato Massimo Bellini.

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