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Il luogo dell'incendio.

Il luogo dell'incendio.

Fuoco nel rione Salesiani: bottiglia incendiaria contro auto di una vigilessa

L’episodio in via D’Andrea, poco dopo la mezzanotte, ai danni della vettura di una 48enne, dipendente della polizia locale. La matrice dolosa accertata dai vigili del fuoco e dai carabinieri nelle cui mani sono ora le indagini

LECCE – Fuoco all’auto di un’agente della polizia locale di Lecce e poi la fuga: si indaga alla ricerca dei responsabili. L’episodio, di chiara matrice dolosa, si è verificato una trentina di minuti dopo la mezzanotte in via Antonio D’Andrea, nel rione Salesiani, dove ignoti hanno dato alle fiamme la Smart di una 48enne, dipendente del comando di viale Rossini. Il silenzio della notte è stato interrotto dal frastuono, udito dal vicinato: era quello del fuoco che ha provocato la rottura di un vetro. Sul posto sono stati fatti giungere i vigili del fuoco, allertati tramite la sala operativa e le forze dell’ordine.

Immediate le operazioni di spegnimento del rogo, prima che potesse colpire anche gli altri veicoli parcheggiati nelle vicinanze. Una volta messa in sicurezza l’area anche i carabinieri hanno preso parte al sopralluogo. Pompieri e militari della sezione operativa della compagnia locale hanno rinvenuto nei pressi della vettura incendiata una bottiglietta in plastica. Il contenitore, utilizzato dai malviventi, era ancora intriso di liquido infiammabile ed è stato subito posto sotto sequestro.d3871a7f-b06d-4dda-a7b4-00872aa40158-2

L’attività investigativa dell’Arma è stata avviata dapprima tramite l’ascolto della vittima del gesto: si scava nella sua vita professionale, dove potrebbero essere nati dei diverbi e in quella privata, alla ricerca del nome di qualcuno che potrebbe averle rivolto minacce e intimidazioni. La zona, fortunatamente, è dotata di diverse videocamere di sorveglianza: gli inquirenti confidano negli elementi significativi che potrebbero emergere da quei filmati.

La condanna del sindacato 

"Consideriamo questo un atto vile - commenta Claudio Renisi, segretario del Csa, Coordinamento sindacale autonomo del Comune di Lecce -; nulla può giustificare la violenza di un gesto come questo. Quello che colpisce, sono anche i commenti di chi, collegando il gesto alla vita professionale dell'interessata, in quanto appartenente alla polizia locale di Lecce, approfitta per giustificare l'operato di chi con la violenza intende bloccare il rispetto della legge da parte delle forze dell'ordine".

Il riferimento è a diversi messaggi sulle piattoforme social. LeccePrima, per esempio, ha deciso di rimuovere il post che annunciava la notizia sulla propria pagina Facebook, a tutela della vittima, a causa di commenti scriteriati e decisamente offensivi. Purtroppo, sempre più una costante dei social, dove personaggi animati solo da astio e con scarsa educazione, non perdono occasione per esprimere livore personale con la schiuma alla bocca, credendosi protetti da una tastiera e un monitor, adottando toni scadenti che ammorbano il dibattito.  

"Troppo semplicisticamente, l'uniforme del  poliziotto locale spesso viene identificata ed associata alle multe - prosegue Renisi -, ignorando quali siano le numerose incombenze della polizia locale, ormai impegnata, al pari e, troppo spesso, in sostituzione delle altre forze di polizia, in tutte, e dico tutte, le attività di controllo del territorio, dal controllo dell'abusivismo commerciale agli incidenti stradali, polizia commerciale, amministrativa, tributaria, ambientale, giudiziaria, occupazioni abusive, eccetera". 

"A tutte queste incombenze, nel periodo della pandemia, ormai da un anno - conclude - , la polizia locale svolge importanti compiti in prima linea e a diretto rischio di contagio, per il contrasto alla diffusione della malattia. Esprimiamo    la    nostra    massima   solidarietà  alla    collega    e condanniamo questa gente che non vuole seguire le comuni regole di convivenza civile. Contro questi individui bisogna essere uniti tutti, forze dell'ordine e cittadini".
 

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