In fiamme l’auto del padre di Gioele Greco: da un mese è un collaboratore di giustizia

L'episodio nella notte tra mercoledì e giovedì a cavallo tra il rione Salesiani e la zona Stadio. Alcuni malviventi hanno appiccato il fuoco alla Toyota Corolla dei parenti del 28enne leccese, da fine luglio divenuto un pentito. Sul posto, pompieri e agenti delle volanti

Foto di repertorio

LECCE - Hanno incendiato l’auto del padrei del pentito, per lanciare un messaggio. L’episodio è avvenuto in città, nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì, nel rione Salesiani. Alcuni individui hanno appiccato il rogo ai danni di una Toyota Corolla parcheggiata nei pressi dell’abitazione del parente di Gioele Greco, il 28enne arrestato in diversi blitz negli scorsi mesi, tra cui le note operazioni  “Eclissi”, “Cinemastore” e “Network”, e poi collaboratore di giustizia da alcune settimane: è ritenuto il presunto successore del boss Roberto Nisi.

Da quando ha comunicato la sua decisione, alla fine di luglio, Greco è rimasto letteralmente isolato dai propri famigliari. Persino dalla zia paterna che lui stesso aveva descritto come una “seconda madre”. La donna, del resto, non ha esitato a dichiarare un “lutto” virtuale su Facebook, postando l’immagine di un nastrino di colore nero sul proprio profilo, dichiarando di “aver seppellito il nipote”.

Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco del comando provinciale, assieme agli agenti di polizia della sezione volanti. Le prime ipotesi da parte degli inquirenti sono state costruite subito attorno alla recente svolta voluta dal giovane leccese, gambizzato in una stazione di servizio nel 2013, ora detenuto presso un istituto penitenziario lontano dalla Puglia. Le indagini sono ora nelle mani della squadra mobile della questura leccese.

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