Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Via Livorno

Una bottiglia piena di benzina, data alle fiamme Opel Meriva di barbiere

Incendio doloso alle 4 del mattino a Gallipoli. Sul posto vigili del fuoco e agenti di polizia, che hanno trovato sotto l'auto di un 63enne un contenitore di plastico in parte fuso e con odore inconfondibile. Indagini in corso

GALLIPOLI – E fanno tre. Tre autovetture in fiamme dentro Gallipoli in poco più di un mese. Dopo la Ford Focus di un pensionato danneggiata fra il 22 e il 23 giugno nei pressi di Corte Raheli e la più recente Renault Espace di una commerciante ambulante distrutta in via Orvieto nelle ore piccole fra l’11 e il 12 luglio, alle prime ore di oggi è andata a fuoco un’Opel Meriva nera.

E’ successo in via Livorno (prosecuzione di via Lepanto), alle 4 del mattino. Anche una città viva come non mai, in questo periodo, come Gallipoli, con il suo ininterrotto viavai di turisti e la movida che catalizza i più giovani, a quell’ora ha un flusso di pedoni e vetture più basso. Ed è stato proprio in questi momenti che qualcuno ha deciso di dare alle fiamme la vettura, di proprietà di un barbiere 63enne del posto. Sperando, evidentemente, di non essere notato da nessuno.

Non sembrano esserci dubbi, questa volta, sul dolo, perché durante un sopralluogo, gli agenti di polizia del commissariato locale, proprio sotto la Meriva, hanno rinvenuto una bottiglia di plastica in parte fusa dal calore sprigionatosi dalle fiamme. Emanava ancora un inconfondibile odore di benzina.

La bottiglia deve essere rotolata sotto la parte posteriore, perché il rogo s’è sprigionato in quella anteriore. O, almeno, così l’hanno trovata i vigili del fuoco del distaccamento locale quando si sono recati in via Livorno, con il cofano avvolto dal fuoco. Il danno è stato notevole, tanto che è rimasta intaccata, sul lato destro, anche la Fiat Bravo di un giovane che aveva parcheggiato la sera precedente accanto alla Meriva del barbiere.

Il ritrovamento della bottiglia da parte dei poliziotti diretti dal vicequestore aggiunto Marta De Bellis necessita, ovviamente, di approfondimenti d’indagine. Al momento, però, nessun movente accertato per quest’intimidazione. La Meriva era peraltro parcheggiata proprio di fronte alla porta di un'abitazione che si affaccia direttamente in strada, che per fortuna non è rimasta intaccata. 

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