Incendio e danni all’abitazione del debitore: arrestato un 61enne

In carcere per usura, estorsione e danneggiamenti è finito Luigi Minghetti, di Acquarica del Capo, tradito dalle impronte lasciate nell’immobile preso di mira

ACQUARICA DEL CAPO - Prima avrebbe dato fuoco alla sua casa, poi avrebbe danneggiato lo stesso immobile, distruggendo vetri e infissi, e l’auto della madre: questi i messaggi che Luigi Minghetti, 61enne residente ad Acquarica del Capo, avrebbe mandato a un imprenditore per sollecitarlo alla restituzione del prestito di 3mila euro, sul quale gravava un tasso di interesse del 190,3 percento.

Nel farlo, però, avrebbe commesso troppe leggerezze, a partire dalle impronte lasciate nei luoghi presi di mira che hanno portato i carabinieri dritti da lui. Da ieri, l’uomo si trova in carcere con le accuse di usura, estorsione continuata, violazione di domicilio aggravato e danneggiamento aggravato di abitazione e autovettura.

La misura cautelare è stata disposta dal giudice Simona Panzera che ha accolto così la richiesta formulata dal pubblico ministero Francesca Miglietta, all’esito delle indagini svolte con i militari di Salve e del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Tricase.

Tutto è partito dagli accertamenti su due episodi che riguardavano la stessa abitazione: l’incendio del 16 febbraio dello scorso anno e gli atti vandalici di qualche settimana dopo, il 1° aprile. In quest’ultima circostanza, furono individuate impronte papillari che, stando alle analisi e alla successiva comparazione a cura della sezione investigazioni scientifiche del reparto operativo di Bari, corrispondono proprio a quelle dell’uomo indicato dalla vittima come l’usuraio al quale si era rivolto a causa di gravi difficoltà economiche.

L’attività di usura troverebbe conferme nella documentazione sequestrata durante una perquisizione mirata svolta nel marzo 2019 e negli approfondimenti svolti in collaborazione con la Guardia di finanza del comando provinciale di Lecce.

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Ieri, durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, sono state inoltre sequestrate un paio di scarpe che l’indagato avrebbe indossato mentre danneggiava a scopo intimidatorio l’autovettura in uso alla madre del suo debitore, senza sapere di essere ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.

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