Cronaca

Incendiò l'auto della ex moglie, condannato a tre anni per stalking

Un 51enne era accusato di guida in stato di ebbrezza, danneggiamento a seguito di incendio e atti persecutori

LECCE – I piani perfetti sfumano quasi sempre per un dettaglio. A tardire Bruno Prete, un 51enne di Nardò noto alle forze dell’ordine, fu un colpo di clacson. Tutto è cominciato nella notte, intorno alle due del 10 settembre scorso, quando il commerciante si è recato a Santa Caterina, dove villeggia la ex moglie e i figli. Nonostante le diverse segnalazioni precedenti da parte della donna, relative a persecuzioni e pedinamenti, lui è tornato di nuovo in azione e le ha incendiato l’auto.

La Mercedes Classe A della vittima, una 46enne, neretina anche lei, è stata completamente distrutta dal rogo. Prete, nell’allontanarsi dal luogo, ha però suonato il clacson della sua vettura, attirando l’attenzione del figlio. Non è escluso che Prete abbia pigiato il pulsante del clacson volutamente. E' soltanto un'ipotesi.  Di certo c'è che il figlio è uscito dall’abitazione e si è ritrovato davanti al padre in fuga. Il conducente piromane non ha però fatto molta strada.

E' stato infatti rintracciato nel giro di alcuni minuti. La vittima, intanto, in preda al terrore, si è rivolta alle forze dell'ordine. I carabinieri della stazione di Nardò, coordinati dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli, guidato dal tenente Ferdinando Angeletti, lo hanno fermato a circa 500 metri di distanza dal veicolo che lui stesso ha dato alle fiamme. Sottoposto al test per verificare il tasso alcolemico, è stato scoperto con una soglia di alcol nel sangue di oltre tre volte superiore a quella consentita dalla legge.

Il 51enne era accusato di guida in stato di ebbrezza, danneggiamento a seguito di incendio e atti persecutori. Per quei fatti oggi è stato condannato a tre anni in abbreviato dal gup Giovanni Gallo. 

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