Bruciava scarti del suo opificio nelle campagne, scoperto e denunciato

I carabinieri di Maglie, con i forestali, hanno sequestrato un terreno: individuato seguendo la scia dei fumi emessi dal rogo

L'incendio scatenato nelle campagne del Magliese.

MAGLIE – L’aria, a un certo punto, diventava talmente irrespirabile, specie al calar del sole, ammorbata dal fumo proveniente dalla combustione nociva di materiali diversi, da provocare agitazione. Facendo sollevare le proteste di diversi cittadini fra Maglie e Muro Leccese. Un problema che si verifica di frequente in varie zone del Salento, dovuto alla malsana idea di sbarazzarsi di scarti d’ogni genere dandogli fuoco. Il motivo, è semplice: abbattere i costi di smaltimento dei materiali.  

Nel caso in questione, la vicenda stava andando avanti da diverso tempo, scatenando diverse lamentele. Ed è così che i carabinieri si sono messi a caccia degli autori degli incendi, andando in giro di notte, in aperta campagna. Alla fine, i militari della stazione di Maglie, seguendo la scia di fumi ed emissioni particolarmente pungenti, come già segnalate altre volte nell’ultimo periodo, sono arrivati a localizzare un vasto falò. Qui, si stavano smaltendo – inutile anche dirlo, in modo del tutto illecito - vetrocamere, materiale plastico e di risulta, scarti di lavorazione di infissi. E, all’opera, c’era un uomo di 41 anni, di Muro Leccese. Quel materiale, a quanto pare, proveniente dal suo opificio, che si occupa di infissi in alluminio.

Questa mattina, con il supporto dei colleghi della stazione dei carabinieri forestali, i militari magliesi hanno svolto sul conto del soggetto ulteriori accertamenti. Per arrivare così alla sua denuncia per combustione illecita di rifiuti, violazione del testo unico delle norme in materia ambientale e getto pericoloso di cose. Il terreno dov’erano state appiccate le fiamme (in agro di Maglie), di proprietà dello stesso autore del rogo, è stato sequestrato. Un terreno che era diventata una sorta di discarica.

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