Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Inchiesta alloggi popolari: Gorgoni ascoltato per ore risponde alle domande

Il coordinatore dell'Ufficio patrimonio ascoltato da due sottufficiali del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, assistito dall'avvocato Giancarlo Caiaffa. Avrebbe inteso chiarire l'accaduto. E' il secondo ad essere stato interrogato, dopo Torricelli

LECCE – E’ durato a lungo l’interrogatorio di Pasquale Gorgoni, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione alloggi popolari al Comune di Lecce. Dalla tarda mattinata a sera. Il suo nome compare nel fascicolo in mano al procuratore aggiunto Antonio De Donno e al sostituito procuratore Antonio Negro insieme con quello di Luca Pasqualini, assessore alla Mobilità ed ex dipendente dell’Ufficio casa all’epoca dei fatti contestati, Attilio Monosi, assessore al Bilancio, e Antonio Torricelli, vicepresidente del Consiglio comunale.

Gorgoni, Pasqualini, Monosi e Torricelli sono stati raggiunti l’8 giugno da un avviso di proroga delle indagini preliminari. Nella prima fase (2013) erano già stati iscritti i nomi di tre dipendenti dell’ex Istituto autonomo case popolari.

Gorgoni è stato il secondo a essere stato ascoltato di questa tranche d’indagine, la più importante vista la caratura dei personaggi coinvolti e forse anche quella decisiva in un'inchiesta che va avanti da anni con acquisizioni negli uffici comunali. Nei giorni scorsi Torricelli ha risposto agli inquirenti, seguito dal suo avvocato, Luigi Covella, mentre Pasqualini per ora avrebbe scelto di rimanere in silenzio. Prossimamente, dovrebbe essere la volta di Monosi.

Pasquale Gorgoni, funzionario con mansioni di coordinamento dell’Ufficio patrimonio (che comprendeva in passato anche l’Ufficio casa), quindi figura intermedia e senza reale potere decisionale, è stato ascoltato da due sottufficiali della sezione di polizia tributaria della guardia di finanza, che hanno avuto la delega dalla Procura. E avrebbe collaborato, non sottraendosi ad alcun tipo di domanda, nella logica di voler chiarire tutto l’accaduto e quindi ciò che nello specifico gli viene contestato. Come sempre, però, in questa fase resta il riserbo sui dettagli. 

Agli indagati, come noto, sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, abuso, corruzione e falso. A dare avvio all’inchiesta, l’esposto presentato nell’aprile del 2012 dagli esponenti del Pd Fabrizio Marra (primo firmatario), Antonio Rotundo e Teresa Bellanova (questi ultimi due si recarono di persona in Procura), al termine di una delle più accese campagne elettorali degli ultimi anni, in cui centrale e denso di polemiche era stato il tema dell'emergenza abitativa.

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