Inchiesta antimafia “Final Blow”, Salierno torna a casa

Si tratta della prima attenuazione della misura, dal carcere ai domiciliari, disposta dal Tribunale del Riesame dopo la maxi operazione dello scorso febbraio

LECCE - Ha lasciato il carcere di Trani per tornare nella sua abitazione a Lecce, Cristian Salierno il 37enne leccese finito in manette nell’ambito della clamorosa inchiesta Antimafia “Final Blow”. Questo alla luce del fatto che il tribunale del Riesame (con presidente Carlo Cazzella e i giudici Antonio Gatto e Anna Paola Capano) gli ha concesso i domiciliari, accogliendo così l’appello dei suoi avvocati Marco Caiaffa e Rita Ciccarese, fondato sulle cessate le esigenze cautelari. Ad avere un peso nella decisione - la prima favorevole a un indagato coinvolto nel blitz - la recente assoluzione per un’altra vicenda. Stiamo parlando del ritrovamento di droga e armi in un garage nella zona 167, di cui è stato ritenuto responsabile soltanto il nipote Andrea Saponaro, di 29 anni (anche lui tra i numerosi indagati nel procedimento “Final Blow”).

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Proprio a causa del presunto coinvolgimento di Salierno in questa vicenda, il gip Simona Panzera (lo stesso che poi lo ha assolto) aveva respinto l’istanza di scarcerazione, ma come detto, i giudici della libertà hanno accolto l’appello.

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