Cittadella della ricerca, anche 3 leccesi nell’inchiesta per bancarotta fraudolenta

Dodici gli indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Brindisi, dopo gli accertamenti della guardia di finanza

La Cittadella della ricerca (Foto da BrindisiReport)


BRINDISI – Ci sono anche tre leccesi tra i 12 indagati per bancarotta fraudolenta aggravata dall’entità del danno patrimoniale, nell’ambito dell’inchiesta sulla Cittadella della ricerca di Brindisi. Dopo il fallimento dell’ente, questa l’accusa ipotizzata e poi confermata a conclusione di un’inchiesta: tra i coinvolti anche il liquidatore, passando per i componenti dei consigli di amministrazione e sindaci. Rischiano tutti il processo ora che sono stati notificati gli avvisi di chiusura a firma del procuratore capo della Repubblica, Antonio De Donno, dopo gli accertamenti eseguiti dalla guardia di finanza della città adriatica, così come si apprende da BrindisiReport. Le fiamme gialle hanno acquisito i documenti contabili che si intrecciano con gli attacchi politici che infiammarono le sedute del Consiglio provinciale durante i periodi delle presidenze di Michele Errico e di Massimo Ferrarese. Nessuno dei due risulta nell’elenco degli indagati. I militari hanno accertato un “incremento notevole dei costi del personale, nonostante le difficoltà societarie, le perdite di esercizio superiori a un terzo del capitale sociale già al 31 dicembre 2008 e la riduzione del capitale deliberata il 5 maggio 2009”.

Tutto parte infatti da ancora prima, dal 2005 e dai tentativi posti in essere per il salvataggio del parco scientifico-tecnologico per arrivare alla dichiarazione di fallimento della Cittadella della Ricerca Scpa, pronunciata il 5 dicembre 2013. Nel mezzo, c’è la storia politico-amministrativa di quel periodo. Storia che raccontò anche della volontà della Provincia e del Comune  di Brindisi (con Domenico Mennitti sindaco) di creare un polo universitario, quello del Salento, che portò all’attivazione dei corsi di laurea in Scienze sociali e Ingegneria industriale e poi della specialistica in Ingegneria aerospaziale. Con il trascorrere del tempo, cambiarono i componenti del consiglio di amministrazione, peraltro passando dagli iniziali sette con Errico ai tre di Ferrarese, così come quelli del collegio sindacale. La Procura contesta a tutti il reato di “bancarotta fraudolenta aggravata, in concorso”, dopo aver precisato gli incarichi rivestiti da ciascuno dei 12 indagati, a partire dal professionista brindisino che venne nominato come liquidatore, dopo essere stato presidente del Cda. Questi “allo scopo di procurare per sé o ad altri un ingiusto profitto e di creare pregiudizio ai creatori” avrebbe “occultato o comunque distratto testi scientifici per un valore complessivo di 30mila euro”.

L’omessa riscossione dei crediti

E’ stata contestata anche “l’omessa riscossione dei crediti per 309.677,53 euro, tra i quali quello di 49.254,59 che la Cittadella della Ricerca vantava nei confronti del socio Amministrazione provinciale” e quello nei confronti del socio Università del Salento per 1.689, 62 euro. In tal modo, secondo la lettura data dalla Procura, c’è stato un “depauperamento del patrimonio aziendale”. Il credito più consistente è relativo ai “canoni di locazione” che non sarebbero stati riscossi da “Foresteria srl”, ammontanti a circa cinque milioni di euro, somma maturata “dal 2006 sino al 2012”. Importo al quale la Procura ha aggiunto 106.250 euro, per “canoni condominiali”, con riferimento allo stesso periodo. Non solo. L’analisi della contabilità, così come è stata fatta dalla Finanza, ha portato a contestare anche “l’omessa corretta svalutazione dei crediti” per gli “esercizi 2009 e 2010”, per il “presunto valore di realizzo”: le voci invece “venivano inserite in bilancio anche se ormai inesigibili” perché “riferibili a contratti con società nel frattempo dichiarate fallite” o comunque “difficili da incassare”. In tal modo, sarebbero stati “esposti fatti rilevanti non rispondenti al vero, in modo idoneo a indurre in errore i destinatari del bilancio” rispetto alla situazione economico, patrimoniale e finanziaria della Cittadella della Ricerca.

Il finanziamento da un milione di euro

Infine, tra le condotte contestate, anche l’uso della “somma di un milione di euro, oggetto di un finanziamento deliberato dal Cda nello stesso esercizio in cui venne decisa la riduzione del capitale sociale”.

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