Sabato, 20 Luglio 2024
Per i giudici “il fatto non sussiste” / Racale

Inchiesta “Clean Game”, dopo 14 anni assolta l’ex moglie di uno dei fratelli De Lorenzis

La posizione di Elisabetta Cesi era stata stralciata dal filone principale sui presunti affari illeciti legati alle slot machine. La 51enne di Racale era stata accusata del reato di interposizione fittizia ed aveva subito anche il sequestro di aziende, immobili e conti correnti

LECCE – Era finita nel vortice della complessa inchiesta giudiziaria nota come “Clean Game”, partita del 2010, condotta da procura e guardia di finanza, e che cinque anni dopo portò anche a 27 misure cautelari tra arresti in carcere e domiciliari.

Ora dopo oltre 14 anni di tribolazione, sequestri di aziende, conti correnti, polizze, immobili e, da ultimo, anche l’applicazione della misura di prevenzione collaborativa disposta dal prefetto di Lecce, per Elisabetta Cesi, all’epoca dei fatti moglie di Pasquale De Lorenzis, è arrivata l’assoluzione, disposta dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, “perché il fatto non sussiste”.

La donna, 51anni di Racale, assistita dal legale  Gelsomina Cimino del foro di Roma, nel corso degli anni aveva anche rinunciato alla prescrizione del reato per giungere ad un giudizio definitivo che le riconoscesse, come poi avvenuto, la sua assoluta estraneità ai fatti. La sentenza è stata emessa nell’udienza del 17 aprile scorso, dal collegio presieduto da Maddalena Torelli, ed è ormai divenuta definitiva per mancata impugnazione.

I passaggi dell’inchiesta “Clean Game”

L’inchiesta giudiziaria cominciata nel 2010 portò agli arresti nel 2015, su richiesta dei sostituti procuratori Carmen Ruggiero e Giuseppe Capoccia, ben 19 persone in carcere e 8 ai domiciliari e vedeva coinvolti i fratelli De Lorenzis di Racale e anche le relative consorti, oltre ad altre persone indagate, ritenute originariamente affiliate, per un totale di 36 persone.

All’udienza del 16 ottobre del 2023 dinnanzi al collegio della seconda sezione penale di Lecce, presieduto dal giudice Pietro Baffa, il pubblico ministero Carmen Ruggiero aveva formulato la richiesta di modifica del capo di imputazione, chiedendo in particolare di derubricare il reato di associazione mafiosa in associazione per delinquere con l’aggravante del metodo mafioso.

Alla successiva udienza del 2 febbraio scorso, invece, Elisabetta Cesi, ex moglie di Pasquale De Lorenzis, accusata del reato di interposizione fittizia, a sua volta socia di una società di gestione di slot machine e proprietaria di diversi immobili ritenuti nella effettiva disponibilità dell’ex coniuge, tramite il suo avvocato ha chiesto e ottenuto lo stralcio della propria posizione.

E così, mentre per tutti gli altri imputati il processo seguirà il suo corso (con prossima udienza fissata nel mese di novembre di quest’anno), la donna, è stata giudicata da un altro collegio del Tribunale di Lecce. All’udienza del 17 aprile l’imputata, dopo aver rinunciato alla prescrizione del reato, è stata dichiarata assolta dal reato ascrittole perché il fatto non sussiste. La sentenza è ormai definitiva per mancata impugnazione.

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