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L'ingresso del Tribunale.

L'ingresso del Tribunale.

Inchiesta "favori&giustizia", Narracci bussa al Riesame

Il direttore generale della Asl di Lecce chiede la revoca dei domiciliari al Tribunale della Libertà. Nei prossimi giorni, i giudici fisseranno l’udienza per discutere l’istanza

LECCE  - Prova a riprendersi la libertà il direttore generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, 59 anni, di Fasano, ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Potenza su un sistema di scambi di favori illeciti con al centro la figura del pubblico ministero presso la Procura di Lecce Emilio Arnesano.

L’istanza di revoca della misura è stata depositata al Tribunale del Riesame, dagli avvocati che lo difendono(Ubaldo Macrì e Gianni De Pascalis). Proprio nei giorni scorsi il dirigente ha affrontato l’interrogatorio di garanzia, rispondendo a tutte le domande del gip Amerigo Palma, e respingendo l’accusa di aver beneficiato dell’aiuto del magistrato nel processo che lo vedeva imputato per peculato e abuso d’ufficio terminato con la sua assoluzione. In particolare, Arnesano, per sdebitarsi con l’amico Carlo Siciliano, direttore del dipartimento di medicina del lavoro e igiene ambientale, che è collega e amico di Narracci e che gli aveva venduto uno yacht a un prezzo ritenuto nettamente più basso (28mila euro) dall’effettivo valore (45mila euro), si segnalò quale pm d’udienza nella fase dibattimentale e avrebbe condotto l’istruttoria in modo da favorirlo: per esempio, rinunciando all’ascolto di due teste e non producendo la documentazione acquisita durante le indagini (poi acquisita d’ufficio dal presidente del collegio).

Nell’ambito della stessa inchiesta, sono finiti in carcere Arnesano e Siciliano, mentre sono ai domiciliari altri due direttori dell’azienda sanitaria, il primario di neurologia Giorgio Trianni e il primario di ortopedia Giuseppe Rollo: l’uno è accusato di aver ottenuto grazie al pm Arnesano il dissequestro della piscina abusiva, in cambio del pagamento del costo di due battute di caccia in Basilicata, mentre l’altro “l’appoggio” dello stesso pm in un procedimento per colpa medica che lo riguardava. Addebiti che i due indagati (difesi rispettivamente dagli avvocati Luigi Suez e Stefano Chiriatti, e Marcello Pennetta) hanno respinto durante l’interrogatorio di garanzia. Davanti al gip, hanno negato le accuse anche la giovane avvocatessa Benedetta Martina, ai domiciliari con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali col pm per ottenere favori, sia riguardo ai procedimenti penali che riguardavano suoi clienti e il superamento della prova orale dell’esame di abilitazione alla professione forense di un’amica. Per quest’ultimo episodio, è stato disposto il divieto di dimora nel comune di Lecce per l’avvocato Mario Ciardo, che su richiesta del pm Arnesano, componente della Commissione dell’esame di Stato (sessione 2017) avrebbe indicato la traccia per la prova orale della candidata. Anche Ciardo non si è sottratto all’interrogatorio, al termine del quale (attraverso gli avvocati Ladislao Massari e Gabriele Valentini) ha avanzato richiesta di revoca della misura al gip.  Il gip Palma dovrà decidere anche sulla misura, invocata dalla Procura, di sospendere temporaneamente dal ruolo di vice presidente del Consiglio distrettuale di disciplina, l’avvocato Augusto Conte, indagato a piede libero, per tentato abuso d’ufficio in concorso con Arnesano e con un’avvocatessa del foro di Lecce.

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