Cronaca

Inchiesta Favori&Giustizia, il pm Arnesano sospeso da funzione e stipendio

Lo ha deciso la commissione del Csm. Il magistrato è accusato di aver prestato il proprio ruolo in cambio di favori

LECCE - Dopo l’arresto, ora arriva la sospensione dalla funzione e dallo stipendio. Si è pronunciato così il Consiglio superiore della magistratura nei riguardi di Emilio Arnesano, il pubblico ministero salentino finito al centro di un’inchiesta della Procura di Potenza su scambi di favori illeciti con pezzi grossi della Asl di Lecce e con giovani avvocatesse. 

Del procedimento disciplinare se ne era discusso durante l’udienza del 21 dicembre e la commissione esaminatrice, dopo aver ascoltato le parti (da un lato, la Procura Generale presso la Corte di Cassazione, dall’altro, la difesa, rappresentata in questa sede, come previsto dalla legge, da un magistrato  e non dai suoi avvocati (Luigi Covella e Luigi Corvaglia) si era riservata.

Con le accuse di corruzione in atti giudiziari, falso ideologico e abuso d’ufficio, il 6 dicembre Arnesano era finito nel carcere di Potenza e dopo 21 giorni è ritornato a casa, su decisione del Tribunale del Riesame che aveva alleggerito la misura con quella dei domiciliari, accogliendo così la richiesta dei difensori.

In particolare, i legali avevano dimostrato che in merito all’episodio di falso relativo alla barca acquistata da Carlo Siciliano (il direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale, finito in carcere nell’ambito della stessa, ha poi ottenuto i domiciliari dal Riesame) a un prezzo inferiore, e di cui rispondeva in concorso con un notaio, non si trattava di un atto pubblico di compravendita, ma di scrittura privata autenticata, non più previsto dalla legge come reato.

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