Inchiesta "Favori & Giustizia", Siciliano chiede la scarcerazione al gip

Il direttore dell'Asl è accusato di aver “svenduto” una barca al pm Arnesano per ottenere favori giudiziari per i suoi amici

LECCE - Ha presentato istanza di revoca del carcere, finalizzata quanto meno ad ottenere i domiciliari, Carlo Siciliano, il direttore del dipartimento di medicina del lavoro e di igiene ambientale, arrestato nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta su scambi di favori tra pezzi grossi dell’Asl e il pubblico ministero Emilio Arnesano (in carcere).  Sulla richiesta, depositata questa mattina dagli avvocati difensori Roberto e Luigi Rella, si pronuncerà nei prossimi giorni il gip (giudice per le indagini preliminari) di Potenza Amerigo Palma.

Nei riguardi di Siciliano è ipotizzato il reato di corruzione in atti giudiziari perché, secondo l’accusa, avrebbe venduto al magistrato uno yacht di 10 metri a un prezzo di favore, 28mila euro anziché 45mila, per ottenere in cambio “sostegno” in vicende giudiziarie che riguardavano suoi amici. Tra questi, il direttore generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, (nei cui riguardi si discuterà martedì, dinanzi al tribunale del Riesame, la richiesta di revoca dei domiciliari presentata dagli avvocati Ubaldo Macrì e Gianni De Pascalis), il primario di neurologia Giorgio Trianni (anche questi, ai domiciliari, ha presentato istanza al tribunale del Riesame, attraverso gli avvocati Stefano Chiriatti e Luigi Suez) e il primario di ortopedia Giuseppe Rollo (anche lui ai domiciliari).

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Siciliano è indagato anche per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale e falsità materiale, in concorso con Arnesano e con il notaio dinanzi al quale fu stipulato, il 14 luglio 2014,  l’atto di compravendita dell’imbarcazione. Secondo le indagini, nell’atto sarebbe stato indicato il prezzo di 950 euro, mentre la somma realmente consegnata dal magistrato, in quella stessa circostanza, in contanti avrebbe raggiunto i 28mila euro.

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