Cronaca

Inchiesta sui fondi all'antiracket, confermata la misura interdittiva per Monosi

Il gip ha rigettato l'istanza di revoca della misura interdittiva presentate dal legale dell'ex assessore. La parola al Riesame

LECCE – Il gip Giovanni Gallo ha rigettato l’istanza di revoca della misura interdittiva presentate dal legale dell’ex assessore (ormai dimissionario) Attilio Monosi, l’avvocato Riccardo Giannuzzi. La decisione è stata depositata nel pomeriggio, al termine di una lunga camera di consiglio. La difesa lunedì presenterà appello al tribunale del Riesame.

Sabato scorso Monosi è comparso dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia, ritenendo di aver chiarito ogni aspetto della vicenda. Una posizione, la sua, nella maxi inchiesta sui presunti illeciti sui fondi destinati alle sedi dell’antiracket, legata a presunte irregolarità nel pagamento delle opere di ristrutturazione presso lo sportello di Lecce, pagate con i fondi comunali anziché con quelli erogati dall’apposito ufficio.

“Un errore – ha spiegato Monosi al giudice – avvenuto nel 2013. La copertura finanziaria c’era, ma a finanziare l’opera doveva essere il Ministero”. L’assessore, dopo avere saputo di quanto avvenuto, si è subito attivato per il recupero della somma in via bonaria, senza però ottenere il risultato sperato, a causa delle cattive condizioni economiche dell’impresa.

"Per questo, nel maggio del 2016, la giunta ha deliberato di procedere per vie legali al recupero del denaro, versato poi nelle casse comunali il 20 luglio del 2016 (circostanze supportate da riscontri documentali). “Non ero a conoscenza di fatti gravi – ha detto Monosi – altrimenti avrei denunciato tutto. Ho sempre fatto solo e unicamente l’interesse dell’ente che ho rappresentato con la mia carica, cercando di trovare la soluzione più idonea. L’attività di un dirigente è autonoma e indipendente, senza essere soggetta al mio controllo. Sono sereno e convinto di aver chiarito ogni aspetto di questa vicenda che mi addolora come uomo e amministratore pubblico, ma da cui uscirò a testa alta”.

Monosi ha già incassato piena fiducia e solidarietà dal sindaco Paolo Perrone, dal candidato Mauro Giliberti e dai vertici di Direzione Italia e sta proseguendo la sua campagna elettorale.

Il commento di Monosi

"Prendo atto della decisione del Gip di non accogliere la richiesta di revoca della misura interdittiva. Sono totalmente estraneo ai fatti, guardo a testa alta e negli occhi la mia famiglia, i miei amici e tutti i miei concittadini. Ho spiegato alla città in conferenza stampa come il mio operato abbia prodotto solo risultati positivi e nell'interesse del Comune di Lecce. Il mio agire amministrativo ha consentito di recuperare per intero dall'azienda Saracino, contro cui abbiamo proposto in giunta un'azione legale, l'intera somma erroneamente versata. Ci troviamo ancora nella fase preliminare e lunedì mi rivolgerò al riesame per vedermi riconosciuta la dignità che merito. Non permetterò a nessuno di strumentalizzare un episodio che mi vede, mio malgrado, erroneamente  coinvolto nella vicenda dello sportello antiracket a fini elettorali. Non accetterò che la mia storia, i miei affetti, il mio vissuto, la mia onestà intellettuale e la mia serietà di pubblico amministratore siano minimamente scalfiti dalla cattiveria, dall'invidia, dalla demagogia, dal pressapochismo di chi, debole nei contenuti, tenta di enfatizzare e mistificare la realtà dei fatti. La mia campagna elettorale prosegue con la schiena dritta, con la coscienza a posto, con le carte in regola e con i risultati sotto gli occhi di tutti".

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