Cronaca

Inchiesta sul poliambulatorio di Martano, parla solo Pisanello: “Ho agito sempre in buona fede”

Ha negato categoricamente le accuse, l’ex funzionario Asl ai domiciliari da tre giorni nell’ambito dell’inchiesta “Unfinished work”. Si sono avvalsi invece il dirigente Leo e l’imprenditore Reddavide

LECCE - Ha negato categoricamente ogni addebito durante l’interrogatorio di garanzia, durato tre ore, il responsabile dell’area gestione tecnica della Azienda sanitaria e responsabile unico del procedimento, oggi in pensione, Fiorenzo Pisanello, 66 anni, di Lecce, ai domiciliari da tre giorni nell’ambito dell’inchiesta “Unfinished work” sul poliambulatorio di Martano.

Assistito dagli avvocati Roberto Rella e Rosalba Pindinello, il funzionario non si è sottratto alle domande del giudice Simona Panzera e ha cercato di dimostrare di aver sempre agito in buona fede, senza voler agevolare questa o quella ditta, e che ogni operazione fu eseguita nell’interesse esclusivo dell’ente e della collettività.

Pisanello ha spiegato inoltre di aver gestito amministrativamente in quegli anni, quale organo di vertice dell’area tecnica, diversi cantieri della provincia e di non essersi quindi mai recato sul posto a valutare (tanto più che non gli competeva) lo stato dei lavori. Lavori che, secondo le indagini svolte dai finanzieri della compagnia di Otranto e coordinate dal pubblico ministero Alessandro Prontera, pur non essendo mai stati completati risultavano ultimati nel 2015 e liquidati alle ditte.

Tra queste c’è quella di Francesco Reddavide, 67 anni, di Adelfia (Bari), socio, amministratore unico e rappresentante legale di “Atitecnica85 srl”, a Brindisi, colpito dal divieto di esercitare attività d’impresa per un anno. Questo (difeso dall’avvocato Giuseppe Corleto), oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La stessa scelta è stata fatta anche dal secondo funzionario Asl finito ai domiciliari nell’ambito dello stesso procedimento, in cui sono ipotizzati a vario titolo i reati di peculato, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici: Antonio Leo, 56, di Soleto, all’epoca dei fatti in servizio presso la stessa area tecnica e direttore dei lavori di ristrutturazione e dal gennaio 2020 dipendente come funzionario amministrativo presso l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “De Bellis” di Castellana Grotte, a Bari.

Assistito anche lui dall’avvocato Rosalba Pendinello, ha preferito non sostenere l’interrogatorio.

Di lui, Pisanello ha dichiarato di aver nutrito e di nutrire ancora stima e fiducia.

Nell’inchiesta risultano indagate anche altre persone. Tra queste il direttore di cantiere, in rappresentanza della società mandante “Electra srl” dell’Ati esecutrice dei lavori Gaetano Natuzzi, 39 anni, di Gioia del Colle (Bari), gli amministratori dell’Ati Cosimo Partipilo, 49, di Modugno (Bari), e Salvatore Martinelli, 60, di Taranto, nei riguardi dei quali, il gip non aveva disposto alcuna misura, ritenendo che allo stato non ci siano esigenze cautelari, e Pantaleo Chiriacò, 64 anni, di Sternatia, in qualità di professionista esterno coinvolto nel progetto esecutivo dei lavori di ampliamento finanziati tramite Por, che risponde di favoreggiamento personale perché avrebbe aiutato i due pubblici funzionari a eludere le indagini.

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