Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Inchiesta sesso&giustizia, Altavilla: “Triste pagina, ma indagine non è condanna”

La presidente del Foro di Lecce chiarisce: “Le misure da adottare sugli avvocati coinvolti non saranno prese dall’Ordine ma da un organo autonomo, quale è il Consiglio distrettuale di disciplina”

LECCE - “Oggi è stata scritta una pagina triste, molto triste per la giustizia salentina. Ma non lasciamoci prendere dalla foga giustizialista. I fatti devono essere accertati. Un’indagine non è una condanna. E fino a quando non c’è una condanna, esiste la presunzione di innocenza. Aspettiamo quindi che la giustizia faccia il suo corso”.

E’ questo il commento del presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce Roberta Altavilla in merito alla notizia appresa dagli organi di informazione degli arresti eseguiti in mattinata nell’inchiesta per corruzione condotta dalla Procura di Potenza, tra cui spiccano i nomi del pubblico ministero Emilio Arnesano e dell’avvocata Benedetta Martina.

Il numero uno del Foro ha inoltre chiarito: “Le misure che si intenderanno adottare riguardo agli avvocati coinvolti nelle indagini, non sarà l’Ordine a determinarle. L’Ordine ha solo il compito di trasmettere la notizia e di chiedere le controdeduzioni dei colleghi che risultino in qualche maniera coinvolti in fatti dove si possano ravvisare responsabilità di natura disciplinare. Il consiglio distrettuale di disciplina è infatti completamente autonomo, ha una sede completamente diversa, ed è un organo di natura disciplinare e distrettuale, quindi riguarda Lecce, Brindisi e Taranto”.

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