Inchiesta “Spot&Go”, la società passa al contrattacco:presentate memorie difensive

Il legale di “Pubblicamente” ha depositato documenti con l'obiettivo di smontare le accuse mosse da circa 80 automobilisti nelle denunce che hanno determinato l’apertura delle indagini per truffa e sostituzione di persona

LECCE - Si arricchisce di nuovi elementi il fascicolo d’inchiesta su “Spot&Go”, il progetto dell’auto a “costo zero” o fortemente ridotto, di cui è titolare “Pubblicamente srl” di Racale. Ieri mattina, il legale della società, l’avvocato Francesco Vergine, ha depositato una memoria difensiva, con diversi allegati, nel tentativo di dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse da circa 80 automobilisti e in seguito alle quali sono state aperte le indagini affidate al pubblico ministero Maria Rosaria Micucci.

I reati ipotizzati nei riguardi del legale rappresentante e di altre persone sono truffa e sostituzione di persona. Ma, come detto, la srl di Racale è sicura di poter dimostrare la correttezza del suo operato, nel breve giro di posta e con carte alla mano. Tra la documentazione giunta sulla scrivania del magistrato, ci sarebbero le sollecitazioni inviate mesi fa da parte della società a rispettare gli accordi contrattuali, come quello di dover postare sui social foto del veicolo col marchio pubblicitario in cambio del versamento delle rate mensili pattuite.

Secondo la difesa, il blocco dei pagamenti sarebbe stato disposto solo nei riguardi di quanti avrebbero perseverato nella trasgressione, un numero esiguo su un bacino di 2.500 aderenti al progetto.

Quanto alla multa di 200mila euro inflitta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’avvocato Vergine ha dichiarato che lo stesso procedimento avviato anche per altre società, che offrivano servizi analoghi a quello di “Spot&Go”, si è concluso con la chiusura delle attività, a ulteriore dimostrazione del corretto operato di Pubblicamente.

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