Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Inchiesta su presunti abusi a Porto Miggiano, depositata la prima consulenza

Nuovi sviluppi nell'ambito dell'inchiesta della magistratura. Sul tavolo della Procura sono giunte le relazioni preliminari descrittive dello stato dei luoghi da parte due periti nominati dai sostituti procuratori titolari del procedimento

LECCE – Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sui presunti abusi commessi a Porto Miggiano, uno degli scorci più suggestivi di tutti il Salento. Nelle scorse ore, infatti, sono state depositate in Procura le relazioni preliminari descrittive dello stato dei luoghi da parte due consulenti nominati a dicembre dai due sostituti procuratori titolari del procedimento, i professori Dino Borri e Giuseppe Tommasicchio. La relazione è ora al vaglio degli inquirenti.

Si ipotizza, in particolare, il danneggiamento aggravato dei beni ambientali, a carico di ignoti. Le indagini, condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del corpo forestale di Lecce, dovranno chiarire, anche sulla base della consulenza dei due esperti, la conformità dei lavori di consolidamento della falesia, finanziati con fondi Cipe, per un importo da circa tre milioni di euro.

Bisognerà accertare se le strutture create nell’area abbiano inciso sul logoramento della scogliera, più di quanto faccia già il tempo e l’erosione provocata dalle onde. Il nodo da sciogliere è se i lavori effettuati siano conformi alla normativa urbanistica e se abbiano come unico scopo il consolidamento del costone roccioso alle porte di Santa Cesarea Terme.

A dare avvio all’inchiesta, nei mesi scorsi, alcuni esposti presentati in Procura, anche da associazioni ambientaliste (come il Comitato tutela Porto Miggiano), sulle presunte cementificazioni selvagge e i crolli nell’area di Porto Miggiano.

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