Cronaca

Inchiesta sulla gestione dello sportello Antiracket, chiuse le indagini per 36

L'inchiesta delle fiamme gialle sui presunti illeciti. Attualmente sono quattro le persone sottoposte a misura cautelare

LECCE - La Procura del capoluogo salentino ha notificato la chiusura delle indagini ai 36 indagati nell'inchiesta sui presunti illeciti legati alla gestione dell’associazione Antiracket Salento, presieduta da Maria Antonietta Gualtieri. I fondi, in linea di principio, sarebbero dovuto servire a rafforzare le iniziative in materia di contrasto al racket ed all’usura attraverso l’istituzione di tre sportelli nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto per prestare assistenza alle vittime di questi reati, avvalendosi di figure professionali quali avvocati, commercialisti, esperti del settore bancario. L’indagine ha però svelato qualcosa di diverso. Secondo le “fiamme gialle”, associazione e sportelli (oltre Lecce, anche Brindisi e Taranto) non sarebbero stati, di fatto, operativi, ma costituiti proprio con il fine di frodare i finanziamenti pubblici tramite rendicontazione fittizia di spese per il personale, l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti riguardanti l'acquisizione di beni e servizi, di spese per viaggi e trasferte in realtà mai avvenute, falsa attestazione del raggiungimento degli obiettivi richiesti dal progetto in termini di assistenza ai nuovi utenti e numero di denunce raccolte.

Figura chiave dell'inchiesta quella della presidente dell'associazione Antiracket, Maria Antonietta Gualtieri, 62enne leccese, detenuta nel casa circondariale di Lecce, considerata dall'accusa capo, promotore e organizzatore dell'associazione per delinquere. In carcere da ben 75 giorni anche Pasquale Gorgoni, funzionario dell'ufficio Patrimonio del Comune di Lecce, ritenuto dagli inquirenti promotore e organizzatore dell'associazione per delinquere, seppur coinvolto in episodi di presunta corruzione per poche migliaia di euro. Il legale di Gorgoni, l'avvocato Amilcare Tana, ha depositato nei giorni scorsi l'appello per la Corte di Cassazione. Attualmente ai domiciliari Serena Politi, 40enne di Carmiano, ex collaboratrice della Gualtieri, assistita dall'avvocato Giuseppe Milli; e Giuseppe Naccarelli, ritenuto capo, promotore e organizzatore dell'associazione per delinquere. Destinatari di misure interdittive l'ex assessore al Comune di Lecce, Attilio Monosi (i suoi legali, gli avvocati Riccardo Giannuzzi e Luigi Covella, hanno fatto ricorso in Cassazione), per cui la Procura ha confermato le accuse di peculato e truffa. Misura interdittiva della professione anche per gli avvocati Marco Fasiello, 40enne leccese (figlio della Gualtieri); F.V., 40enne leccese, e la moglie C.M., 38enne, assistiti dall’avvocato Paolo D’Amico. Per entrambi pende ricorso in Cassazione contro la misura interdittiva.

Gli altri destinatari del provvedimento sono: Michele Pasero, leccese 50enne; Ilenia Sambati, 43enne leccese; Francesco Lala, 38enne di Leverano; Marcella Lezzi, 73enne di Veglie; Maria Teresa Perrone, 63enne di Carmiano; Stefano Maria Laudisa, 24enne di Cavallino; Ubalda Levante; 44enne di Carmiano; Giorgio Bovi, 54enne di Roma; Giancarlo Saracino, 64enne di Otranto; Lucia Rainò, 52enne di Lecce; Costantina Sanghez De Luna, 51enne di Novoli; Maria Marzia Dimastrogiovanni, 40enne di Leverano; Salvatore Laudisa, 52enne di Lecce; Maurizio Vetere, 58enne di Nardò; Paolo Rollo, leccese di 60anni; Pierantonio Cicirillo, leccese di 53 anni; Fabrizio Natale, 41enne leccese; Francesco Cavallo, 36enne di San Cesario di Lecce; Giovanni De Matteis, 48enne di Gallipoli; Pierfilippo Centonze, 49enne di Novoli; Marco Centonze, 42enne di Carmiano; Maria Carmela Picciolo, 49enne di Gallipoli; Letizia Miglio, 67enne di Grosseto; Salvatore Fiorentino; leccese di 61 anni e Cristian Colella, 42enne brindisino; Marco Bolognini, 65 anni, di Cellino San Marco; Biagio Solazzo, 54 anni di Lecce; Vincenzo Specchia, 64 anni di Galatina.

Nel collegio difensivo gli avvocati Francesco Spagnolo, Francesco Calabro, Luigi Rella. Viola Messa, Stefano De Francesco, Anna Grazia Maraschio, Francesco Vergine, Andrea Conte, Francesco De Iaco, Cesare Del Cuore, Andrea Sambati, Giuseppe Romano, Carlo Sariconi, Paolo Spalluto, Francesco Galluccio Mezio, Francesca Conte

L'associazione,secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe stipulato contratti di collaborazione con dipendenti fittizi e professionisti compiacenti, emettendo false buste paga e ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti. Le somme percepite grazie alle false rendicontazioni presentate all’Ufficio del commissario antiracket, sarebbero state poi restituite in contanti alla stessa presidente dell’associazione. Un particolare non è sfuggito agli inquirenti: venivano fatte salve le ritenute previdenziali e assistenziali.

Nel perseguire iI disegno, sarebbe stata documentata anche l'esistenza di spese per l’acquisizione di beni e servizi inesistenti, come promozione di campagne pubblicitarie e interventi di manutenzione presso le tre sedi, predisponendo una serie di  documenti, anche di natura fiscale, per dimostrare il regolare svolgimento delle procedure di selezione delle aziende fornitrici e il pagamento delle prestazioni.

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