Cronaca

Inchiesta sulla morte dell'avvocato Mormando, eseguito l'esame autoptico

E’ stata un’emorragia renale a causare la morte dell’avvocato leccese, bisognerà ora attendere il deposito della consulenza

LECCE – E’ stata un’emorragia renale a causare la morte dell’avvocato leccese Vittorio Mormando, 79 anni, deceduto sabato scorso dopo una lunga odissea sanitaria e otto ore trascorse nell’ospedale Vito Fazzi, dove si era recato per sottoporsi ad alcuni controlli e accertamenti clinici. E’ un primo importante riscontro fornito dall’esame autoptico eseguito sul corpo del 79enne dal medico legale Roberto Vaglio, su disposizione del pubblico ministero Francesca Miglietta. Bisognerà comunque attendere l’esito degli esami e il deposito della consulenza per stabilire modalità e cause del decesso ed eventuali responsabilità del personale medico. Sono cinque i medici in servizio presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura, assistiti dagli avvocati Ladislao Massari, Luigi Covella ed Ester Nemola. All’autopsia hanno partecipato anche il consulente nominato dalla famiglia Mormando, Franco Faggiano, e degli indagati, Alberto Tortorella.

A dare avvio alle indagini la denuncia presentata dai famigliari dell’uomo, che chiedono di sapere modalità e cause di una morte tanto improvvisa quanto inaspettata. Secondo quanto denunciato, tutto avrebbe avuto inizio sabato mattina quando il 79enne, dopo aver consultato il proprio medico, ha raggiunto il Pronto soccorso del nosocomio leccese per sottoporsi ad alcuni accertamenti. Esami che si sarebbero prolungati per diverse ore. Poco prima delle 18 le condizioni di salute del paziente si sarebbero aggravate, tanto da portare al decesso.

L’avvocato Mormando era molto noto e stimato, non solo per gli oltre cinquant’anni trascorsi nel mondo dell’avvocatura, ma per i diversi ruoli ricoperti nella Figc.

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