Cronaca

Inchiesta sulle case popolari, Perrone chiede un confronto con i magistrati

Dopo la chiusura delle indagini, l’ex sindaco di Lecce ha presentato l’istanza per chiarire la sua posizione in merito all’accusa d’abuso d’ufficio

LECCE - Ha chiesto ai magistrati di essere interrogato, l’ex sindaco di Lecce Paolo Perrone per chiarire la sua posizione in merito all’accusa d’abuso d’ufficio riguardo a due episodi finiti nell’inchiesta sulle case popolari assegnate in cambio di voti che conta 48 indagati.

Lo ha fatto, attraverso gli avvocati difensori Giuseppe Corleto e Andrea Sambati che, questa mattina, hanno depositato la richiesta, possibilità concessa all’indagato entro venti giorni dalla avvenuta notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.

Starà ai pubblici ministeri Massimiliano Carducci e Roberta Licci valutare l’istanza e fissare la data per il confronto. Sono due gli episodi che tirano in ballo Perrone, quando ricopriva la carica di sindaco, (e con lui l’ex assessore e consigliere comunale Attilio Monosi, il funzionario Pasquale Gorgoni e il dirigente Paolo Rollo) e riguardano entrambi l’assegnazione di due immobili confiscati alla mafia, uno in via De Marco, l’altro in via Pasteur, attraverso due distinte delibere predisposte dallo stesso Perrone rispettivamente il 13 maggio 2013 e il 21 giugno 2013.

Per gli inquirenti, entrambe le assegnazioni sarebbero avvenute in violazione della legge regionale n 54/84 in tema di emergenza abitativa e della successiva legge regionale n 10/14. In particolare, l’immobile di via De Marco sarebbe stato assegnato senza procedere a una comparazione con altre situazioni di nuclei familiari, compresi quelli inseriti nella graduatoria ordinaria, e non sarebbe stato disposto il rilascio dello stesso immobile dopo la scadenza del termine indicato nella stessa delibera. Circostanza quest’ultima riscontrata dagli inquirenti anche per l’alloggio di via Pasteur.

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