Cronaca

Inchiesta tangenti e filobus: depositata in Procura l'informativa finale

A distanza di oltre un anno dalla scarcerazione di Massimo Buonerba la corposa documentazione è al vaglio del magistrato titolare del procedimento, il procuratore aggiunto Antonio De Donno, che nei prossimi giorni potrebbe inviare l’avviso della conclusione delle indagini preliminari

LECCE – A distanza di oltre un anno dalla scarcerazione di Massimo Buonerba (l'ex consulente giuridico dell'allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, arrestato il 13 dicembre 2011, e che tornò in libertà dopo novanta giorni per decorrenza dei termini di custodia cautelare), l'informativa finale dell’inchiesta sulle presunte tangenti legate al progetto del filobus nel capoluogo salentino approda finalmente in Procura. La corposa documentazione è ora al vaglio del magistrato titolare del procedimento, il procuratore aggiunto Antonio De Donno, che nei prossimi giorni potrebbe inviare l’avviso della conclusione delle indagini preliminari.

Secondo i magistrati salentini Buonerba avrebbe ottenuto dall'ingegner Giordano Franceschini, un altro degli indagati (già arrestato il 21 novembre 2011 e poi liberato dal Tribunale del Riesame), una cifra superiore ai 650mila euro. Sono soprattutto le dichiarazioni del docente dell'Università di Perugia ad accusarlo.

Al centro della vicenda giudiziaria i soldi, pari a circa 2,8 milioni di euro, finiti sui conti svizzeri del professore salentino, e di cui il 60enne leccese non ha voluto fornire spiegazioni neanche in sede d’interrogatorio di garanzia. Ed è proprio dai quei conti correnti sequestrati dalla Procura federale di Lugano, circa 2 milioni di euro presso la banca Kbl e 800mila euro presso l’istituto di credito Pkb, che è nata l’informativa della magistratura elvetica che ha dato avvio all’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce. Un fiume di denaro sospetto che ha portato all’apertura di un fascicolo prima del procuratore di Lugano, Pierluigi Pasi, e poi del procuratore Cataldo Motta. Soldi che secondo gli inquirenti, farebbero riferimento a tangenti legate a uno dei progetti più discussi e controversi della storia recente del capoluogo salentino: quella del filobus.

L'accusa ipotizzata inizialmente nei confronti del professore leccese dalla Procura di Lecce (e per cui è stata emessa la misura cautelare dal gip Antonia Martalò) era di concussione. Il Tribunale del riesame aveva poi derubricato il capo d'imputazione da concussione a corruzione. Oltre a Franceschini e Buonerba, nel registro degli indagati sono finiti il figlio Roberto; l’ex funzionario di una banca di Lugano Angelo Ferrari e altri suoi due familiari: Renata e Olivier; l’imprenditore bolognese Giorgio Zoboli; Nicoletta Messina; il faccendiere Federico De Vittori (arrestato a Lugano nell’ambito di un’altra inchiesta); Dario Fabbriciani, titolare della ditta Broker Fada e Giampiero Della Massa. Per loro, le ipotesi di reato a vario titolo sarebbero di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, riciclaggio e favoreggiamento. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inchiesta tangenti e filobus: depositata in Procura l'informativa finale

LeccePrima è in caricamento