Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Guerra ai narcotrafficanti: 2012, un anno di sequestri e maxi-blitz

Marijuana dall'Albania, cocaina dall'Olanda e dal Lazio. Il Salento torna ad essere crocevia degli interessi legati agli stupefacenti. Da "Augusta" agli ultimi scafisti arrestati, la risposta massiccia delle forze dell'ordine

Un carico di marijuana sequestrato di recente dalla finanza.

LECCE – Terra di frontiera, sospesa tra Oriente e Occidente, il Salento è da sempre luogo di transiti e di traffici. Negli anni ottanta e novanta erano gli scafi blu dei contrabbandieri a solcare il “mare di mezzo” con i loro carichi di merce: sigarette, armi e droga.

Oggi, oltre dieci anni dopo l'Operazione Primavera, che assestò un colpo letale al contrabbando, il mercato delle sostanze stupefacenti (al pari di quello dell'immigrazione clandestina) è tornato il grande affare delle organizzazioni criminali che trovano terreno fertile nei paesi al di là del canale d'Otranto e ramificazioni nel territorio locale. Un mercato da milioni di euro che, attraverso Turchia e Albania, cerca nelle coste salentine l'approdo per il commercio nel resto d'Italia ed Europa.

I dati ufficiali, raccolti dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell'Interno, parlano di centinaia di chilogrammi di cannabis (tra hashish e marijuana) intercettati e confiscati nel 2012 nella penisola salentina. Basti pensare, infatti, che sono oltre mille e 200 i chilogrammi di cannabis complessivamente requisiti nelle province di Lecce e Brindisi, trasformate in una sorta di Giamaica.

Un duro colpo ai trafficanti con sequestri record che rappresentano una larga fetta della droga intercettata sul territorio nazionale. La sola provincia di Lecce ha superato regioni storicamente preda dei trafficanti come la Calabria e la Campania. Ingenti i sequestri in un dicembre che ha visto riversarsi fiumi di droga sul territorio. Lo scorso 11 dicembre furono gli uomini della forestale, in una perlustrazione di routine in sella alle loro mountain bike per accedere nei sentieri dove i mezzi non sarebbero potuti arrivare, a rinvenire tra la fitta vegetazione delle Cesine 42 chili di marijuana suddivisi in sette panetti, che avrebbe potuto fruttare nel mercato degli stupefacenti qualcosa come 300 mila euro. La guardia di finanza, nella notte di Natale, ha arrestato uno scafista sempre nell'oasi de “Le Cesine” e sequestrato il gommone sul quale aveva trasportato 415 chilogrammi di marijuana (del valore di circa 2 milioni di euro), intercettata su un furgone nella zona di Monopoli.

Cresciuti in maniera esponenziale anche i sequestri di cocaina: la polvere bianca è divenuta il grande business dei sodalizi criminali, chiamati a far fronte a una richiesta sempre maggiore. L'operazione “Augusta”, condotta dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Lecce a ottobre scorso, aveva tracciato i due principali canali di approvvigionamento della coca: quello olandese e quello laziale, riconducibile al gruppo criminale diretto dal boss Carmine Fasciani (alias don Carmine), padrino indiscusso del litorale romano. Numerosi gli arresti eseguiti dalla polizia: si è trattato spesso di insospettabili con oltre 50 grammi di cocaina.

Alle droghe tradizionali (cannabis, cocaina ed eroina) si aggiungono le droghe sintetiche, gli nuovi stupefacenti, sintetizzate su progetto, per rispondere alle richieste del mercato. Si tratta di sostanze (anfetaminici, metamfetaminici, barbiturici, allucinogeni ecc.) che si distinguono concettualmente dai restanti tipi di stupefacenti naturali (cannabis, oppio, foglie di coca) e semisintetici (cocaina ed eroina), in quanto si ottengono esclusivamente a seguito di processi chimici di varia complessità.

Una delle droghe sintetiche di nuova generazione, lo speed, sta conquistando il mercato anche a Lecce. I carabinieri l'hanno sequestrato ad un giovane pusher che stava spacciando nei pressi dei locali del litorale ionico. Lo speed o crystal, è una metanfetamina di effetto quasi simultaneo. Un potente stimolante capace di dare assuefazione e di arrecare gravi danni al sistema nervoso centrale. Ma anche una droga facilmente realizzabile in laboratori clandestini con ingredienti relativamente economici e facili da reperire, anche senza ricetta medica. Ecco perché la sua diffusione nel mercato salentino preoccupa gli inquirenti sempre più alle prese con il dilagare delle droghe sintetiche tra giovanissimi, spesso minorenni, in luoghi di ritrovo, pub e discoteche.

A un mercato sempre più fiorente e fruttuoso si contrappone la risposta delle forze dell'ordine, impegnate in un lavoro sul campo capillare ed efficace, che trova nella Direzione distrettuale antimafia di Lecce e nel numero uno della Procura del capoluogo salentino, Cataldo Motta, la mente investigativa e organizzativa impegnata in una lotta senza precedenti ai cartelli criminali cha attraversano il nostro territorio.

Il procuratore Motta, una vita trascorsa in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ha tessuto in questi anni le reti delle più importanti operazioni contro i clan della Sacra corona unita e quelli provenienti dell'Albania, e che hanno sempre visto nel traffico delle sostanze stupefacenti uno dei business più redditizi del malaffare. Proprio la cooperazione tra la magistratura salentina e quella del "Paese delle Aquile", ha portato a una vera rivoluzione copernicana sul fronte delle inchieste grazie all'introduzione della reciprocità degli atti di indagine.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Guerra ai narcotrafficanti: 2012, un anno di sequestri e maxi-blitz

LeccePrima è in caricamento