Grotta della Poesia, sistematica violazione dei divieti: 45enne ferito al capo dopo un tuffo

L’incidente in mattinata a Roca Vecchia, la marina di Melendugno. Nonostante l’ordinanza sindacale, che vieta l’accesso all’area archeologica, numerosi i bagnanti presenti sul posto. Il ferito, accompagnato in ospedale, ha rifiutato il ricovero

Foto di repertorio.

ROCA VECCHIA (Melendugno) – Nonostante un divieto di balneazione e accesso “urlato” da appositi totem informativi e segnaletica stradale, oggi l’ennesimo incidente nei pressi della Grotta della Poesia a Roca Vecchia, la marina di Melendugno. F.R., un 45enne, si è infatti tuffato nel sito archeologico: l’area, oltre ad essere delicata dal punto di vista della tutela del patrimonio artistico, costituisce un notevole rischio per i cittadini a causa del pericolo di crollo. L’uomo, dopo essersi lanciato, è finito con la testa sul materiale roccioso, restando ferito. Soccorso immediatamente dagli altri bagnanti – erano in tanti, in mattinata, ad infischiarsene dell’ordinanza sindacale – è stato raggiunto dagli operatori del 118 e poi accompagnato in ospedale. Giunto al pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce, però, il 45enne si è fatto medicare ma ha poi rifiutato il ricovero. L’entità delle lesioni riportate al capo non avrebbero creato particolari apprensioni fra i medici. Sul posto, oltre al personale sanitario, anche un’idromoto inviata dall’Ufficio locale marittimo della guardia costiera di San Foca.

L’allarme è pertanto rientrato, senza apparenti conseguenze, ma si sarebbe potuta sfiorare la tragedia. È infatti di una dcina di giorni addietro un crollo, nella vicina marina di Torre dell’Orso (anche quel tratto sottoposto a un divieto per via del precario equilibrio geologico), dove un intero costone si è sbriciolato. Fortunatamente, l’ingombrante mole di materiale tufaceo della falesia è finita in mare senza provocare conseguenze.

L’episodio di oggi, intanto, è stato commentato dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, come un atto “di imprudenza e imperizia” da parte del cittadino che si è tuffato da un’area vietata. Ha pertanto lanciato “un appello al buon senso, alla correttezza e alla vigilanza da parte di ogni singolo abitante o turista”. “Mi spiace chiaramente per l'uomo ferito oggi, mi auguro non sia nulla di grave. Ma già lo scorso anno – prosegue il primo cittadino – avevamo provveduto a presidiare l’area nel periodo di maggior afflusso turistico, avvalendoci di guardie giurate. Non possiamo pensare di piazzare un agente di polizia locale che se ne stia lì a vigilare la zona: rappresenterebbe un costo notevole per l’amministrazione”.  Piuttosto informare, secondo Potì, o far firmare una sorta di assunzione di responsabilità. Questa un’ipotetica soluzione per accertarsi che il cittadino sia ben informato sui pericoli di una scelta, autonoma e arbitraria, che trasgredisce l’ordinanza.

Già a partire dalla giornata di giovedì intanto, così come era stato già comunicato dall’ente melendugnese nei giorni scorsi, l’area sarà cantierizzata: partirà infatti un progetto di chiusura della zona, attraverso degli interventi sui quali ha "lottato" Roberto Rollo, consigliere comunale delegato all’area archeologica. Con un importo di 190mila euro, infatti, l’area sarà recintata da muretti a secco e ringhiere, consentendo un solo accesso al prestigioso sito. Nell’articolo di alcuni giorni fa, le foto del rendering del progetto.

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