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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Salve / Via A. De Gasperi

Nel montare l’impalcatura precipita da 6 metri di altezza: operaio perde la vita

Ennesima tragedia sul luogo di lavoro. Un uomo di Salve, 53 anni compiuti la scorsa settimana e titolare della sua ditta, non ce l’ha fatta: è spirato sul colpo a seguito del fatale incidente

SALVE – Questa volta, apparentemente, non vi sarebbero responsabilità se non la cattiva sorte. Ennesima tragedia sul luogo di lavoro: un operaio e titolare della propria ditta ha perso la vita, questa mattina. Il drammatico episodio è accaduto intorno alle 8 e mezzo a Salve, all’esterno di un  regolare cantiere edile allestito presso un immobile in via De Gasperi, all’angolo con via Umberto I.

Oronzo Pisanò, 53 anni compiuti appena la scorsa settimana, è il nome dell’ennesima vittima di infortuni dai risvolti tragici. Nel montare un’impalcatura, questa quanto meno la prima ricostruzione, l’uomo sarebbe accidentalmente scivolato al suolo. La perdita di equilibrio, il piede posizionato male e lui ha smesso di vivere dopo un volo di circa sei metri che non gli ha lasciato scampo.PHOTO-2022-05-04-10-42-33-2

Inutili, infatti, gli immediati soccorsi prestati dagli altri operai e poi dal personale del 118 fatto sopraggiungere. Per l’artigiano non vi è stato più nulla da fare: le lesioni riportate al momento dello schianto non hanno concesso seconde possibilità. Il cantiere edile è stato subito raggiunto dai carabinieri della stazione locale e dai colleghi della compagnia di Tricase.

I carabinieri e gli ispettori Spesal sul posto

I rilievi eseguiti anche alla presenza degli ispettori dello Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl.

Le reazioni dei sindacati

“A pochi giorni dalla celebrazione della Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro istituita dall’Organizzazione internazionale del lavoro, siamo costretti a piangere l’ennesima morte a causa di un drammatico incidente”. Lo dichiara Ada Chirizzi, segretaria generale della Cisl di Lecce. “Alla famiglia dell’operaio, titolare di una piccola impresa edile individuale, va tutto il nostro cordoglio ed il sentimento di profondo dolore. Purtroppo la situazione che riguarda la provincia di Lecce continua ad essere tragica. Lo ribadiamo con forza a poche ore dalla sottoscrizione in Prefettura del Protocollo d’intesa per il rafforzamento della sicurezza sui luoghi di lavoro nella provincia di Lecce, un atto prodromico alla costituzione dell’Osservatorio Provinciale della Sicurezza sul Lavoro. Occorre dare corso a tutte le azioni e a tutte le sinergie in esso contemplate così da implementare quelle relative alla formazione e alla prevenzione sui luoghi di lavoro”.

“Registriamo l'ennesimo incidente mortale avvenuto sul posto di lavoro nella nostra provincia. In Puglia il numero delle vittime, nei primi 4 mesi dell'anno, sale a quota 16. Bisogna fermare questa inaccettabile scia di sangue intensificando i controlli, promuovendo azioni concrete in termini di informazione/formazione sulla sicurezza e diffondendo la cultura della prevenzione in tutte le aziende del territorio”, aggiunge Donato Congedo, presidente del Consiglio consultivo provinciale dell’Inail di Lecce.

Sul caso anche Simona Cancelli, segretaria generale di Fillea-Cgil Lecce: “Ancora una morte sul lavoro in provincia di Lecce. Lo scorso anno - ricorda - furono 24 le vite spezzate sul lavoro per colpa di incuria, stanchezza, spesso per assenza di adeguate misure di sicurezza. L’incidente mortale di oggi, in un cantiere di Salve, è il secondo del 2022 nel Salento. Purtroppo nel giro di poco più di un mese, dopo la morte del ragazzo folgorato a San Donato, ci ritroviamo di fronte al dramma di un’altra vittima sul lavoro. Fatto grave che ci colpisce a prescindere da età, qualificazione contrattuale e provenienza geografica della vittima. Ai familiari di Oronzo Pisanò, 53enne titolare di una piccola impresa edile, giunga il più profondo cordoglio della Fillea Cgil Lecce.

“I dati - aggiunge - purtroppo ci indicano che la strada da percorrere è ancora molto lunga. Il numero di infortuni sul posto di lavoro, infatti, è sensibilmente cresciuto. Gli ultimi dati dell’Inail in tal senso sono allarmanti: nel primo trimestre dell’anno sono stati denunciati 1.325 infortuni in provincia di Lecce. Nello stesso periodo del 2021 se ne contavano “appena” 964. L’incremento è del 37,45%. Il sospetto che abbiamo avuto lo scorso anno, ossia che sulle spalle dei lavoratori si sarebbe scaricato il costo della ripresa post-Covid, soprattutto in termini di salute e sicurezza, sta diventando purtroppo realtà. E allora, affianco all’indifferibile azione su cultura e formazione, non si può più rinviare una capillare operazione in termini di controllo e responsabilizzazione di istituzioni e associazioni di categoria. Perché continua ad essere inaccettabile uscire da casa al mattino per lavorare e non fare più ritorno”.

Per Ugl, intervengono Paolo Capone, segretario generale, Giuseppe Sanzò, segretario regionale della Puglia Puglia e Leonardo De Marzo, segretario regionale del Veneto “Siamo di fronte ad un bollettino di guerra inverosimile. Anche oggi due vittime sul lavoro, un uomo di 53 anni caduto da un’impalcatura di 6 metri nel Leccese e uno di 60 anni, annegato all’interno di un piccolo canale a Vicenza”.  Esprimendo cordoglio alle famiglie, i rappresentanti di Ugl chiedono al presidente Draghi e al ministro Orlando di convocare un tavolo di confronto con le parti sociali per discutere delle misure volte a potenziare e a garantire un maggior coordinamento dei controlli. “Inoltre - aggiungono - risulta necessario incentivare la cultura in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro al fine di prevenire simili tragedie. Con la manifestazione Lavorare per vivere, l’Ugl vuole sensibilizzare il Governo e l’opinione pubblica sul fenomeno delle morti bianche e ribadire, ancora una volta, basta stragi sul lavoro.”

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