Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Incidente nel frantoio, muore dopo tre mesi l'operaio ferito. Magistratura dispone autopsia

E' morto dopo tre mesi d'agonia Santo Seclì, il 35enne originario di Tricase vittima di un grave incidente sul lavoro avvenuto il 26 maggio scorso in un frantoio a Ceglie Messapica, dove stava eseguendo alcuni lavori di raccolta di materiali di risulta e potatura per conto di una ditta di Taurisano

L'ospedale "Perrino" di Brindisi

LECCE – E’ morto dopo circa tre mesi d’agonia Santo Seclì, il 35enne originario di Tricase vittima di un grave incidente sul lavoro avvenuto il 26 maggio scorso in un frantoio a Ceglie Messapica, dove stava eseguendo alcuni lavori di raccolta di materiali di risulta e potatura per conto di una ditta di Taurisano, dove risiedeva.

Le condizioni del 35enne, ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, si sarebbero improvvisamente aggravate. Il decesso sarebbe stato causato da uno shock settico. La Procura di Brindisi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto l’autopsia, che dovrebbe essere eseguita venerdì dal medico legale Antonio Carusi.

L’esame autoptico sarà fondamentale in un’inchiesta giudiziaria che viaggia su un doppio binario, dovrà stabilire cioè se la morte di Seclì sia una diretta conseguenza dell’incidente avvenuto lo scorso 26 maggio, o se sia imputabile a eventuali colpe o negligenze del personale medico che ha avuto in cura il paziente.

Nel fascicolo sono state depositate le relazioni e l’informativa di reato dei titolari delle indagini: gli ispettori dello Spesal dell’Asl di Brindisi e i carabinieri della stazione di Ceglie Messapica, dipendenti dalla compagnia di San Vito dei Normanni.

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