Cronaca

Chiesto incidente probatorio. Gli indagati e i reati contestati

Data la situazione estremamente delicata, la testimonianza della vittima, affetta da disturbi e deficit, sarà raccolta con tutte le cautele del caso e potrà essere utilizzata in fase dibattimentale

LECCE – C’è la richiesta di incidente probatorio nell’inchiesta in cui sono indagate cinque persone accusate, a vario titolo, di sottrazione, abbandono e circonvenzione di persona incapace, sequestro di persona, falso e tentata estorsione. Si tratta dell’avvocato Gabriella Cassano, 47 anni di Lecce; Fabio Degli Angeli, 47enne di Carmiano, compagno di Cassano (entrambi sono finiti ai domiciliari); Domenico Della Porta, 42enne di Carmiano, psicologo e cugino di Cassano; Cosimo Visconti, 73enne di Carmiano e Cosimo Flieri, 61enne di Veglie (gli ultimi tre risultano indagati a piede libero).

La vittima una donna con deficit

Al centro della vicenda, secondo quanto contestato dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, una donna affetta da vari disturbi e deficit di natura psicologica e intellettiva, sottratta alle cure mediche e segregata, per costringerla a revocare l’amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare, conferendo la stessa carica all’avvocato Cassano, in modo da poter gestire la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento.

Al freddo e privata delle cure

A Cassano, Degli Angeli e Visconti è contestato il reato di sottrazione di persona incapace per aver prelevato, lo scorso 14 gennaio, la persona offesa dal reparto di Psichiatria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, conducendola in auto in un’abitazione estiva a Marittima di Diso. Lì i tre l’avrebbero abbandonata per due giorni al freddo, privandola delle cure farmacologiche e provocandole febbre e malessere. Ai cinque indagati è poi contestato il reato di sequestro di persona, per aver segregato la donna, dal 16 al 25 gennaio, nell’abitazione di Filieri a Veglie, in precarie condizioni igieniche e sanitarie, impedendole di uscire se non per fare una finta telefonata alla stessa Cassano e per raggiungere il giudice tutelare per l’istanza di revoca dell’amministratore di sostegno.

Circonvenzione di incapace

Cassano e Degli Angeli sono accusati di circonvenzione di incapace per aver manipolato la donna affetta da deficit, “inculcandole la convinzione che l’amministratore di sostegno nominato dal giudice tutelare non si curasse e non si interessasse di lei”, inducendola a conferire a Cassano il mandato per la revoca dello stesso. Filieri e Cassano avrebbero poi convinto la vittima a dichiarare il falso al pubblico ministero. Contestata la tentata estorsione a Casano per aver chiesto al padre della persona offesa, dopo la revoca del mandato ad aprile scorso, una ingente somma di denaro come parcella per i servili legali resi, minacciando in caso contrario di “pignorargli la casa” e di farlo “finire in prigione per cinque anni”.

La donna dovrà testimoniare

Vista la situazione complicata sotto il profilo della patologie e delle pressioni psicologiche cui è stata sottoposta negli ultimi mesi, la testimonianza della donna sarà raccolta nell’incidente probatorio con tutte le tutele del caso e potrà essere utilizzata in un’eventuale fase dibattimentale. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Vito Quarta, Massimo Zecca, Luigi Piccinni, Francesco Martinese e Letizia Garrisi.

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