Cronaca

Abusi sulla figlia? La bimba conferma le molestie nell'incidente probatorio

Incidente probatorio dinanzi al gip Brancato. Accusato di aver abusato della figlia di nove anni, nata dalla relazione con una collega russa, un ex poliziotto. Una psicologa dovrà ora confermare l'attendibilità del racconto

 

LECCE – Una presunta storia di abusi che dalla Russia approda fino al Salento, sponda Nardò. Al centro della delicata vicenda un ex poliziotto, ora in congedo, originario del capoluogo neretino, iscritto nel registro degli indagati con la più infamante delle accuse: quella di aver abusato della figlia di nove anni. Una storia ancora tutta da scrivere e da dimostrare, che oggi, nel corso dell'incidente probatorio dinanzi al gip Vincenzo Brancato, ha avuto nuovi riscontri. La bimba, infatti, avrebbe confermato gli abusi. Sarà ora la psicologa infantile Marilena Mazzolini, cui era stato conferito l’incarico di esaminare la presunta vittima, stabilire l’attendibilità della bimba e la capacità di ricostruire gli eventi.
 
La bimba è nata dalla relazione tra l’ex poliziotto neretino e una collega russa. Entrambi prestavano servizio presso l’ambasciata italiana. Dopo la fine del rapporto, l’uomo è tornato nel Salento, dove la donna ha accompagnato la figlia per permetterle di incontrare il padre. Gli abusi sarebbero avvenuti proprio in queste occasioni. I fatti contestati sarebbero avvenuti l’estate dello scorso anno.
 
In una sera di giugno la bambina, in evidente stato di agitazione, avrebbe telefonato alla madre raccontandole di strani atteggiamenti molesti palesati dal padre. La donna chiese l’immediato intervento degli agenti del commissariato di Nardò che, giunti sul posto, trovarono l’ex collega profondamente addormentato. La bimba sarebbe stata ascoltata una prima volta dal pubblico ministero inquirente, cui non solo avrebbe confermato le accuse relative a quella notte, ma aggiunto anche nuovi episodi di presunte molestie.
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