Sabato, 19 Giugno 2021
Incidenti stradali

Travolto in scooter dopo l'inversione di marcia, condanna a sei mesi per una 43enne

Fu un pomeriggio tragico quello dell'11 marzo 2012. Gaetano De Salvatore, 74enne di Lecce, perse la vita in un incidente stradale avvenuto in via Pistoia, alla periferia di Lecce. L'uomo, dopo aver eseguito un'inversione di marcia, fu travolto da un'auto che viaggiava a una velocità di poco superiore ai limiti consentiti

LECCE – Fu un pomeriggio tragico quello dell’11 marzo 2012. Gaetano De Salvatore, 74enne di Lecce, noto in città come Nino per la sua attività di ambulante e parcheggiatore, perse la vita in un incidente stradale avvenuto in via Pistoia, alla periferia di Lecce, nei pressi della nuova rotatoria in prossimità dello stadio del Via del Mare.

Lo scooter su cui viaggiava il 74enne, un’Aprilia Stealth, fu travolto da un’auto (un’Audi A3) condotta da una donna. L’autovettura sopraggiungeva mentre l’uomo era intento a compiere un'inversione di marcia. A causa del violento impatto il corpo dell’anziano finì prima sul parabrezza dell’auto per poi cadere sull’asfalto. Inutili i soccorsi dell’ambulanza del 118, i sanitari non poterono fare altro che costatare il decesso del 74enne. Sul posto, per i rilevamenti di rito, giunsero polizia stradale e gli agenti della municipale.

Da quei rilievi è poi scaturita l’inchiesta giudiziaria che ha portato all’imputazione per omicidio colposo della conducente dell’auto. Dalla consulenza eseguita è emerso che la donna, D. T. 43enne leccese, assistita dall’avvocato Massimiliano Petrachi, viaggiava a una velocità di circa 66 chilometri/orari, a fronte di un limite consentito di 50. Da qui la contestazione dell’omicidio colposo.

La difesa ha evidenziato come a causare l’incidente sia stata l’improvvisa inversione di marcia eseguita dal 74enne, senza che la stessa fosse stata segnalata. Secondo l’accusa, però, la velocità dell’auto, se contenuta entro i limiti, avrebbe consentito di evitare l’impatto. Una teoria difficile da dimostrare, se non ricreando esattamente (cosa assai improbabile) dinamiche e modalità del sinistro stradale.

Il gup Michele Toriello, dinanzi a cui è stato celebrato il giudizio con rito abbreviato, ha condannato l’imputata a sei mesi (pena sospesa). Una pena mite in virtù del concorso di colpa della vittima nell’incidente.

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