Sabato, 31 Luglio 2021
Incidenti stradali Strada Provinciale 363

Beve e si schianta sul carro attrezzi che soccorre un'altra auto: travolti padre e figlio

Paradossale incidente a catena nella notte fra il 1° e il 2 giugno. Una 37enne di Sanarica denunciata dai carabinieri del nucleo radiomobile di Maglie. E' finita con la Polo contro il mezzo di soccorso di due carrozzieri di Marittima, mandando entrambi in ospedale. Aveva alcool nel sangue

Un carro attrezzi soccorre un veicolo (foto di repertorio).

SANARICA – Velocità, mente annebbiata dall’alcool, scarsa illuminazione, asfalto viscido. E ancora: imprudenza alla guida, ribaltamenti, tamponamenti, auto sfasciate, uno sciagurato rondò a far dar trampolino. A conti fatti, tre feriti trasportati in ospedale e un miracolato. Manca solo il morto, ed è assolutamente un bene, ma per il resto, in un unico episodio, sono racchiusi quasi tutti gli ingredienti di decine di incidenti gravi. Una paradossale sequenza di collisioni che sembra estratta da qualche frame di “Carmageddon”, tra i più controversi videogame della storia. Di certo, l’effetto domino che n’è scaturito, solo per mano del fato non s’è trasformato in una tragedia.

Padre e figlio, titolari di un’autocarrozzeria di Marittima di Diso, il primo 68enne, il secondo 38enne, se la sono vista però davvero brutta, nella notte fra il 1° e il 2 giugno, quando, nel bel mezzo di un soccorso stradale a un automobilista, incredibilmente incolume, sono rimasti quasi seppeliti da un secondo veicolo in arrivo, totalmente fuori controllo, condotto da una giovane donna, che i carabinieri avrebbero di lì a poco appurato non essere proprio lucida. Alla fine, per lei, 36enne di Sanarica, oltre al ritiro della patente per guida in stato d’alterazione psicofisica, anche la denuncia penale per lesioni colpose.

Tutto è avvenuto alle 3 del mattino, lungo la strada provinciale 363, che collega Maglie a Poggiardo. All’altezza di Sanarica, un 36enne di Diso, che stava viaggiando da solo verso sud in un’Opel Zafira, dopo essere andato a collidere sul margine di una rotatoria, è finito in una scarpata. Può darsi che l’acquazzone di quella notte abbia giocato qualche ruolo, rendendo viscido l’asfalto. Tant’è. Nonostante il brutto impatto, il 36enne è uscito dall’auto senza riportare particolari conseguenze, al punto che non ha neanche avuto bisogno del soccorso medico. L’uomo, scosso per la disavventura, ma senza un solo graffio, ha quindi telefonato ad alcuni conoscenti, a Marittima, per farsi aiutare con il loro carro attrezzi, attendendoli in una posizione sicura.

Appena padre e figlio sono arrivati, è iniziata la complessa operazione di recupero della Zafira. Con qualche difficoltà, alla fine, i due carrozzieri sono riusciti a riportarla sull’asfalto. Speravano di aver finito il duro lavoro e di poter ripartire verso Marittima. Non sapevano che la nottata avrebbe riservato loro qualche ulteriore sorpresa, e non delle più piacevoli.

All’improvviso, infatti, la strada è stata rischiarata dai fari di una Polo Volkswagen in arrivo a una certa velocità. Ed è stato un attimo, di quelli drammatici, che non si scordano più: sempre nello stesso punto, cioè sul cordolo di quella rotatoria, il mezzo ha fatto un balzo, andando poi a schiantarsi contro la Zafira agganciata al carro attrezzi e travolgendo anche i due malcapitati, impietriti dal terrore accanto ai mezzi. Un urto molto violento, dal quale la stessa donna è uscita malconcia. Per lei, sei giorni di prognosi, per una lesione al naso, dopo che è s’è innescato il meccanismo che ha aperto l’air-bag.

Le conseguenze peggiori sono state, però, per i proprietari del carro attrezzi. Il più anziano ha riportato fratture alle costole e vari traumi, per trenta giorni di prognosi. Il figlio, dieci giorni per alcune lesioni più lievi. A osservare l’intera scena, attonito, proprio colui che, involontariamente, con il primo incidente, aveva dato il via all’imprevedibile nottata. E la vicenda, a quel punto, è diventata di dominio dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Maglie, oltre che dei sanitari del 118.

Padre e figlio sono stati condotti poco dopo presso l’ospedale di Scorrano e poi dimessi dopo le medicazioni. Nello stesso nosocomio è stata verificata anche l’eventuale presenza di tracce di alcool o sostanze stupefacenti nel sangue dei conducenti. Nel caso della giovane donna di Sanarica, è stato rilevato quel tasso di 0,75 grammi per litro che, in situazioni normali, avrebbe comportato un ritiro della patente senza denuncia penale. Non si tratta, infatti, della soglia oltre la quale scatta di rito anche l'interessamento dell'autorità giudiziaria. Ma per quanto accaduto, la donna è stata anche fortunata che le conseguenze non si siano rivelate fatali.

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