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Procedure complesse a tarda ore per svuotare il serbatoio.

Procedure complesse a tarda ore per svuotare il serbatoio.

Quella sorta di bomba in strada e le delicate procedure d'emergenza

Almeno 9mila litri di Gpl, vigili del fuoco con nuclei specializzati all'opera per intere ore in condizioni proibitive. A due giorni dalla tragedia di Bologna, un disastro mancato soltanto per una specie di miracolo

OTRANTO – Una bomba. Non c’è una metafora per descrivere la situazione. Inutili i giri di parole. Semplicemente, fra Otranto e dintorni si è adagiata una bomba. Come si possono descrivere altrimenti almeno 9mila litri di Gpl compressi in una lamiera convessa? E solo una serie fortuita di circostanze ha voluto che non esplodesse. O si sarebbe replicato qualcosa di molto simile al disastro di Bologna. Porto Badisco, dove il mito vuole che sia approdato Enea, in fin dei conti, era lì, a portata di gomme. Appena 1 chilometro di distanza.

L’autocisterna carica di Gpl che ha sbandato dopo un tornante sulla provinciale 48, coricandosi su un fianco, è finita in un campo coltivato. Un piccolo miracolo in una vicenda infausta. Chi percorre questa strada abitualmente, conosce i rischi per comuni veicoli. Figurarsi, allora, un mezzo pesante. Per giunta, con quel tipo di carico.

I soccorritori che sono arrivati nei primi momenti, hanno subito rimosso le pietre affioranti. Evitando perforazioni. E da quel momento in poi, è iniziata un’operazione di bonifica che ha dello straordinario. Perché con il Gpl non si scherza. E L’Italia l’ha capito, suo malgrado, l’altro giorno, osservando attonita le immagini da Borgo Panigale. Mentre i vigili del fuoco, addestrati alle situazioni più estreme, lo sanno molto bene, da sempre. Gli interventi, di una tale complessità da richiedere competenze specifiche e conoscenza a menadito delle leggi della fisica. Solo padroneggiandole, si può venire a capo di tutto.

Necessari i Nuclei Nbcr

Non sono stati sufficienti, ovviamente, i nuclei ordinari. La squadra del distaccamento di Maglie dei vigili del fuoco, competente per territorio, una gru inviata da Brindisi, altri supporti dal capoluogo e dalla provincia. E’ stato necessario l’intervento dei Nuclei Nbcr di Bari e Lecce. Dove Nbcr sta per “nucleare, biologico, chimico, radiologico”. Sono loro a occuparsi delle operazioni di travaso, molto delicate. Per le quali occorre una botte vuota, inviata in questo caso dalla ditta per cui lavora il conducente. I problemi in questi frangenti, dipendono proprio dal tipo di prodotto, che non è stabile e soggetto a giochi di pressione. Nei casi di mezzi ribaltati, peraltro, le procedure indicano che sia necessario immettere acqua nell’autobotte per comprimere il Gpl liquido. Le parti di vapore rimanenti, poi, vengono bruciate con speciali procedure. Ed è quanto avvenuto nella notte a Otranto. A tarda ora, le operazioni erano ancora in corso.

Tutto questo, in una giornata caratterizzata da un caldo asfissiante e per interminabili ore sotto un sole cocente. Prezioso è stato il supporto del sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi. Ha fatto pervenire acqua e frutta. Chi opera in certe condizioni, usando indumenti di materiali particolari, è sottoposto a una sorta di sauna continua, con perdita di liquidi e necessità di essere ben idratato.

La vicenda dello stupefacente

Una situazione che definire d’emergenza non rende nemmeno lontanamente l’idea su rischi e problemi affrontati, in una giornata proibitiva sotto l’aspetto climatico. E, a monte, un incidente in cui il conducente rischia di passare un mare di guai. La sua agitazione, in un primo momento, era sembrata solo la normale risposta emotiva a uno stato di choc comprensibile. Ma quando è spuntata una banconota con residui di polvere bianca, primo campanello d’allarme, e quando i carabinieri della compagnia di Maglie e della stazione di Otranto l’hanno invitato, con la sollecitudine che il caso richiedeva, a sottoporsi ai test ed è risultata la positività alla cocaina, tutta la vicenda ha assunto una tonalità di colore molto sgradevole in un quadro già a tinte fosche. E sebbene nel caso di Bologna - solo due giorni addietro - ancora non non si conoscano i motivi della perdita di controllo, viene comunque da chiedersi: ma quella vicenda non ha davvero insegnato nulla?

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