Incidente mortale: Mercedes a 145 Km orari Autista in arresto, trovato un carico di droga

Giuseppe Mero, 50enne di Cavallino, che ieri notte ha provocato la morte del suo compaesano Carmelo Delle Donne, 73enne in un terrificante impatto lungo la provinciale per Caprarica, è in arresto per detenzione di stupefacenti e omicidio colposo. Vicino all'auto, durante i rilievi, trovato un panetto

CAVALLINO – L’incidente causato dal terrificante impatto fra la sua Mercedes 320 e una Toyota Yaris, non solo ha provocato la morte del malcapitato conducente di quest’ultima, Carmelo Delle Donne, 73enne di Cavallino, ma ha finito involontariamente per consentire ai carabinieri di scoprire che Giuseppino Mero, 50enne, anch’egli cavallinese, con ogni probabilità aveva con sé un carico molto speciale: poco più di un chilogrammo di marijuana.

E così, mentre l’uomo si trova ricoverato presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, con una gamba fratturata, è arrivata anche la misura cautelare. Mero è in stato di fermo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ovviamente, risponde anche di omicidio colposo. E’ dunque piantonato presso il nosocomio del capoluogo dalla polizia penitenziaria. Le analisi su di lui sono comunque risultate negative. Non ha usato stupefacenti o alcool prima di mettersi al volante.

Un colpo di scena vero e proprio, sebbene già nella tarda ora di ieri circolassero già alcune indiscrezioni a tal proposito, che oggi hanno trovato conferma nei carabinieri della compagnia di Lecce e delle stazioni di Cavallino e Calimera. I militari, giunti in supporto della polizia locale per rilevare il sinistro, non si aspettavano certo quel fuori programma, che li ha portati a indagare ben oltre il normale, per quanto tragico incidente. Bisogna ora accertare dove fosse destinata la droga. Ragion per cui, l’inchiesta è ancora in corso.   

Il sinistro è avvenuto ieri sera, intorno alle 20, sulla provinciale 27 Cavallino-Caprarica, poche centinaia di metri prima dell’ingresso nella cittadina dove le due persone coinvolte risiedevano.

mari-2L’anziano, un meccanico conosciuto e stimato in paese, proprietario con il figlio di un’officina nella zona industriale, stava facendo rientro verso casa, uscendo da una stradina di campagna, quando la sua Yaris è stata letteralmente travolta dalla Mercedes di Mero, che procedeva a forte velocità in uscita dal paese, in direzione di Caprarica.

E perché corresse, sembra a questo punto facile intuirlo: a bordo, secondo i carabinieri, aveva un carico molto scottante. 

L’impatto è stato devastante e letale. Vigili del fuoco del comando di Lecce e sanitari del 118, hanno potuto fare ben poco per lo sfortunato conducente della Yaris, ridotta a un ammasso di lamiere. L'hanno estratto ormai privo di vita.

Sul posto, per bloccare la strada in entrambi i sensi, deviare il traffico all’altezza dello stadio comunale ed eseguire i rilievi, sono poi giunti i carabinieri della stazione e gli agenti di polizia locale di Cavallino, guidati rispettivamente dal luogotenente Riccardo De Bellis e dal comandante Tommaso Passabì.

Lunghi e laboriosi gli accertamenti per cercare di ricostruire la dinamica nel dettaglio, compito non semplice considerando lo stato dei veicoli: la Mercedes, tale la violenza dell'uto, ha sospinto la Yaris oltre 30 metri più in là rispetto al punto originario del "contatto". In più, il rinvenimento del panetto ha portato inevitabilmente a una svolta inattesa. Ma come si è arrivati alla scoperta?

Dagli accertamenti la Yaris dopo è risultata in regola con i documenti di circolazione, di guida e assicurativi; invece la Mercedes di Mero non aveva assicurazione, la revisione obbligatoria era scaduta nel maggio scorso e le cinture di sicurezza di entrambi i sedili anteriori erano impropriamente allacciate sullo schienale per eludere il segnale acustico del veicolo.

Ma ciò che ha messo i brividi agli stessi investigatori è stato il contachilometri a seguito dell'impatto, è rimasto bloccato a 145 chilometri orari. E pensare che quella strada ha un limite massimo di 50. Le autovetture coinvolte nel sinistro sono state sottoposte a sequestro in attesa dei rilievi.

Ma intanto, ispezionando la zona limitrofa, a pochi metri dal veicolo di Mero, i carabinieri hanno trovato un involucro in cellophane contenente un chilo e 100 grammi di marijuana. Attribuendone il possesso al 50enne per una serie di indizi. La sostanza si trovava proprio nei pressi della sua auto e lo stesso Mero già in passato era stato coinvolto in procedimenti penali riguardanti proprio lo spaccio di stupefacenti. 

droga-17-17Ma c'è di più. L’involucro, pulito e ben confezionato, si presentava semplicemente poggiato sul terreno, immediatamente visibile e non certo nascosto. Insomma, non poteva certo stare lì da molto tempo, essere un rinvenimento casuale. 

L'elevata velocità ha indotto a ritenere con ragionevole certezza che Mero stesse quindi trasportando la droga ed avesse interesse a raggiungere nel più breve tempo possibile la sua sconosciuta meta, per ridurre al minimo i rischi di esserne trovato in possesso.

Ma cosa può essere accaduto? Il sospetto molto forte che covano i carabinieri è che qualcuno tra i numerosi conoscenti di Mero, già presenti sul posto al loro arrivo, e che è lecito supporre essere a conoscenza del carico, possa aver preso la marijuana, lanciandola nel terreno vicino, perché non fosse rinvenuta o, nella peggiore delle ipotesi, non attribuita al 50enne.

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D'altro canto, considerato che sul posto si stavano già accalcando decine e decine di persone, l'ipotetico uomo deve aver valutato troppo rischioso fuggire dal posto con un vistoso involucro sottobraccio. Una tesi, quella dei carabinieri di Cavallino, che ha avuto l’avallo del pm di turno, Stefania Mininni. Ed ecco in nottata la seconda doccia fredda per il 50enne: non bastasse l'accusa di omicidio colposo, è scattato l'arresto anche per il possesso della droga.  

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