Incidenti stradali

Miracolato dopo il grave sinistro. Diventa “testimonial” della sanità d’eccellenza

Pietro Luigi Nuccio si schiantò con la moto, nel giorno Santo Stefano, tra Tricase e Montesano Salentino. Le condizioni erano disperate e i medici non nutrivano speranze. Trasportato al "Miulli" di Acquaviva delle Fonti, uscì dal coma, sposandosi in corsia. Il 10 agosto promuoverà l'apertura di un centro regionale per la cura dei politraumi

L'ospedale "Miulli" di Acquaviva (Foto da BariToday.it)

TRICASE – Un’altra sanità è possibile. A dimostrarlo, l’incredibile storia di un ferito grave, “miracolato”, che risvegliatosi dal coma, ha persino celebrato il matrimonio con la propria compagnia, all’interno di una corsia d’ospedale. Una cerimonia che fu organizzata dal reparto di Ortopedia. Il ricevimento è’ previsto per il prossimo 10 agosto, a Tricase. Ma n on si tratterà di una festa privata. All’evento, infatti, al quale parteciperanno l’assessore regionale alle Politiche sociali, Elena Gentile, i vertici degli spedali di Tricase e ed Acquaviva delle Fonti, i medici coinvolti dei reparti di Rianimazione e di Ortopedia, il sindaco di Tricase, Antonio Coppola. E numerosi ospiti internazionali dello spettacolo, tra i quali Helen Mirren, Taylor Hacford, Charlie Higson, e Suggs McPherson.

L'intento, in realtà, è quello di promuovere un centro regionale per il trattamento dei politraumi collegato in rete con gli ospedali periferici, dove si possa offrire un’elevata professionalità e, soprattutto cura per i pazienti. Tra i “testimonial” dell’iniziativa, anche chi ha vissuto la sanità d’eccellenza in prima persona. Pietro Luigi Nuccio, avvocato 50enne, originario della cittadina del Capo di Leuca, si sente un  “miracolato”.

Nel pomeriggio di Santo Stefano, infatti, a bordo della sua moto Ducati, perse improvvisamente il controllo del mezzo, sulla via che collega Tricase a Montesano Salentino. Le sue condizioni, a seguito della caduta, risultarono immediatamente gravi. Soccorso dai sanitari del 118, il professionista fu trasportato d’urgenza presso il “Cardinale Panico”, dove gli furono riscontrate 47 fratture su tutto il corpo, e lesioni neurologiche. Intubato, gli furono somministrate 39 sacche di sangue, a causa di una consistente emorragia al bacino. “Non ci sono molte speranze”, dissero i medici ai famigliari del centauro, preparandoli al peggio, viste le critiche condizioni del suo quadro clinico.

Non essendoci strumenti idonei, all’interno del nosocomio, per poter intervenire ulteriormente, fu richiesta dapprima assistenza all'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e poi a quello di Bari, senza tuttavia ricevere risposte affermative. Il 3 gennaio, si aprì uno spiraglio presso i reparti del “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, a Bari, dove Nuccio fu sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, durato 12 ore. Un mese e mezzo dopo, l’avvocato si risvegliò dal coma e fu giudicato fuori pericolo: il personale medico gridò al miracolo.

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