Due poliziotti salentini ustionati nell'inferno in strada di Borgo Panigale

Entrambi sono di Copertino. Uno ha riportato ustioni più serie e ne avrà per una cinquantina di giorni. Erano in servizio per l'incidente devastante di Bologna

La cisterna esplosa a Bologna. Sotto si è formato un cratere.

BOLOGNA – Ci sono almeno due salentini feriti, nell’incidente avvenuto oggi all’altezza di Borgo Panigale, alla periferia di Bologna, con l’esplosione di una cisterna piena di liquido infiammabile, ed entrambi sono agenti di polizia. La sorte ha voluto che fossero pure della stessa città, Copertino. Il più grave, Riccardo Muci, ha 31 anni. Ha riportato varie ustioni sul corpo, specie sulla spalla e la nuca, dal primo al terzo grado, e ne avrà per almeno 40-50 giorni. Al momento è ancora ricoverato, ma la sua vita non è a rischio. L’altro agente, Giacomo Chiriatti, anch’egli sulla trentina, è stato medicato e dimesso, con una prognosi di 20 giorni. Le bruciature, in questo caso, riguardano in particolare le braccia.

Video: l'inferno in strada

I due poliziotti copertinesi sono soltanto alcuni dei tanti coinvolti in una giornata che l’Italia ricorderà a lungo. Una giornata nefasta, in cui le notizie dal capoluogo felsineo (un morto accertato, il conducente del Tir da cui tutto ha avuto origine, e non meno di una settantina di feriti), si sono accavallate con quelle provenienti da Foggia, dove sulla statale 16 è avvenuta una strage di braccianti agricoli in un altro, assurdo incidente: in dodici ci hanno rimesso la vita.  

Scene terrificanti a Bologna

Terrore, smarrimento, rabbia. E, dopo, angoscia infinita davanti a uno scenario irreale. Interminabile deve essere stata la schiera di emozioni che si sono avvicendate nelle menti di chi, oggi, era a Borgo Panigale, vicino al raccordo autostradale dell’A14, quando un Tir che trasportava materiale infiammabile in una cisterna ha tamponato un altro mezzo pesante in coda. Prima le fiamme, una vampata che si è spalancata come fauci pronte a inghiottire un’intera carreggiata. Poi l’esplosione, devastante, che ha ricordato i più nefasti atti di terrorismo. Ed è stato come vedersi aprire davanti agli occhi le porte dell’inferno.

La deflagrazione è stata di tale potenza da far crollare un ponte e provocare un cratere così vasto da ricordare a molti presenti quello della strage di Capaci del 1993, l’onda d’urto così forte da sfondare vetrate fino a 200 metri di distanza, il calore talmente violento da sciogliere le tapparelle delle abitazioni. E proprio a un possibile attentato si era pensato nei primi istanti, quando ancora non era del tutto chiaro cosa fosse avvenuto, ma già sui social e sui telefonini, giravano, facendo il giro d’Italia e non solo, video e immagini terrificanti.

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Dove lavorano i due poliziotti

Imponente il dispiegamento di operatori sanitari, vigili del fuoco e forze dell’ordine che ha raggiunto il luogo, soprattutto per portare soccorsi, non lesinando in sforzi e anche in atti di coraggio. E fra i feriti si contano undici carabinieri e tre agenti di polizia. Fra cui, appunto, i due copertinesi, che però lavorano in distaccamenti diversi. Muci appartiene al Commissariato di polizia di Bologna-Santa Viola.  Come per alcuni altri feriti con ustioni più serie, è stato trasportato in elisoccorso presso l’ospedale di Cesena, nell’Unità operativa Grandi ustionati. L’altro agente, Chiriatti, rimasto ferito con il suo collega di pattuglia, è invece in forza alla Polizia stradale del capoluogo emiliano. E’ stato medicato a Bologna.

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