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Incidenti stradali

Incidente e ritardi. Dopo la testimonianza su LeccePrima, Giuseppe incontra l'Asl

Il lettore che, in un drammatico racconto postato nel blog aveva lamentato disfunzioni nei soccorsi, dopo l'incidente di mercoledì costato la vita a un bimbo e alla baby-sitter, è stato accolto con Mantovano dai vertici sanitari

 

LECCE – La polemica è nata e montata fra le pagine web di LeccePrima, o, meglio, nel blog dei lettori. E ora, ha avuto un seguito con un incontro informale, ma non per questo meno intenso, presso la sede dell’Asl. Al centro, tempi e modalità di soccorso del 118.

La storia è nota ai più, ma è bene rinverdirne le parti principali: in mezzo alla moltitudine di commenti che si stavano sovrapponendo uno sull’altro, a margine dell’articolo sulla tragedia che ha scosso l’intera comunità salentina (un bimbo di 18 mesi e la sua baby-sitter deceduti, in un incidente sulla provinciale 367), all’improvviso ha fatto breccia una vera e propria testimonianza, quella di Giuseppe, un utente del nostro giornale on-line, che la redazione ha contattato, per un’ulteriore verifica, considerando la particolare delicatezza del suo intervento.

Da comune automobilista e fra i primi a fermarsi sul posto, dopo aver soccorso i malcapitati, Giuseppe, un 34enne che ha chiesto di non rivelare pubblicamente le sue generalità complete e la città di residenza (richiesta che rispettiamo), ha lamentato un presunto ritardo nei soccorsi e l’assenza, nel primo intervento, di un medico. Il suo drammatico e a tratti commovente racconto, ha destato anche l’attenzione di Alfredo Mantovano, deputato del Pdl, già sottosegretario agli Interni, che ha chiesto d’incontrarlo e di recarsi con lui presso la direzione dell’Asl, per un incontro chiarificatore.

L’incontro s’è svolto questa mattina. Mantovano, insieme con Giuseppe, hanno incontrato il direttore sanitario dell’Asl di Lecce, Ottavio Narracci, e il responsabile del 118, Maurizio Scardia.

Abbiamo voluto sapere direttamente dalla sua voce come si sia svolta la riunione.

“E’ stato un confronto utile e ho apprezzato molto la disponibilità dei direttori Narracci e Scardia”, ha raccontato Giuseppe. “Avendo il solo obiettivo di fornire un contributo il più costruttivo possibile, senza voler alimentare polemiche, ho voluto manifestare ai vertici sanitari il senso d’isolamento e d’impotenza che ho avvertito all’arrivo dell’ambulanza. A bordo non vi era un medico e gli operatori presenti, certi che il dottore sarebbe arrivato in pochi minuti - come è accaduto -, hanno dimostrato un certo impaccio, certamente alimentato dalla drammaticità della scena”.

Ma quel ritardo che ha denunciato sulla tempistica dei soccorsi?

“Quest’aspetto sarà chiarito, ripeto, non voglio fare polemiche. Narracci e Scardia hanno puntualizzato che in presenza di un’emergenza da “codice rosso” si invia sul posto la prima ambulanza disponibile, medicalizzata o meno, proprio per ragioni di celerità, anche perché gli operatori non medici – hanno spiegato - hanno la stessa formazione di un sanitario in termini di primo soccorso”.

Quindi? A proposito dell’obiettivo che si era prefissato?

“Era mia intenzione sottolineare esclusivamente quanto sia determinante il “sangue freddo” di un professionista - qualsiasi sia la sua veste - in quei momenti così delicati, e dai vertici dell’Asl ho avuto precise rassicurazioni sul fatto che si concentreranno in maniera ancor più puntuale sulla formazione degli operatori e sulla gestione emozionale in occasione degli interventi. Io posso permettermi di essere bloccato e impaurito, un soccorritore inquadrato no. Il dottor Scardia mi ha preannunciato che verrò coinvolto perché possa fornire, in occasione dei corsi di formazione, la mia testimonianza da privato cittadino. Sarò contento di poter dare un piccolissimo contributo, che spero utile”.

“Voglio concludere dicendo che ho molto apprezzato il fatto che i vertici sanitari e che l’onorevole Alfredo Mantovano non abbiano voluto alcun giornalista con noi. Non c’è stata strumentalizzazione mediatica - come speravo - e ringrazio ancora l’ex sottosegretario Mantovano per avermi coinvolto. E’ una persona umile e concreta”.  

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