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Il momento dei rilievi da parte della polizia scientifica.

Il momento dei rilievi da parte della polizia scientifica.

Tentato omicidio: uno o più individui su auto scura? Investigatori puntano su ascolto dei residenti

Senza sosta: gli uomini della squadra mobile della questura lavorano da giovedì sera per identificare il responsabile dell’agguato teso a Massimo Cazzella, in Piazzale Pesaro. Ma a bordo del mezzo dal quale è partita la raffica forse sarebbero stati in due, o tre

LECCE – Non si sarebbe reso conto se, alla guida dell’auto di colore scuro, vi fossero più passeggeri. Massimo Cazzella, il 48enne leccese sfuggito miracolosamente all’agguato tesogli nel tardo pomeriggio di giovedì, in Piazzale Pesaro, era infatti al telefono al momento degli spari. Stava per parcheggiare la propria Mercedes Classe C nei pressi di casa, intorno alle 18,45, quando da un veicolo sono partiti i colpi di una pistola semiautomatica. I sospetti degli inquirenti ricadono sull’utilizzo di almeno due armi simili, non solo una. Ipotesi che sarà validata o smentita a seguito di una perizia prevista nei laboratori della polizia di Stato nei prossimi giorni.

Il 48enne, dimesso con 15 giorni di prognosi in quella stessa serata con delle ferite a una mano e alla gamba, era di rientro presso la sua abitazione come ogni giorno. Sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali su disposizione del Tribunale di sorveglianza, svolge un regolare impiego presso una ditta di autonoleggio del capoluogo salentino. La misura alternativa - concessagli dall’autorità giudiziaria perché l’accusa di anni addietro riguardava un piccolo quantitativo di cocaina e una truffa “semplice”- prevede infatti il ritorno a casa entro le 19. Cazzella, puntuale, stava per arrestare la marcia della vettura quando è stato raggiunto da due proiettili, finiti su sportello e finestrino anteriore del lato guida.

Gli altri quattro, tanti i bossoli rinvenuti dai poliziotti sull’asfalto, sono andati fortunatamente  a vuoto, distribuendosi sul manto stradale senza arrecare conseguenze. Ma preme sottolineare che, soprattutto data l’ora pomeridiana, quei proiettili volanti avrebbero potuto colpire in pieno un residente, un bambino, una persona disabile o un runner di passaggio. Gli agenti della squadra mobile leccese, guidata dal vicequestore Alessandro Albini, hanno ascoltato coloro che quel pomeriggio si trovavano nei paraggi. Cittadini che nell’immediatezza del fatto di cronaca gli inquirenti non avevano ancora sentito, sperando “a caldo” di poter fermare l’autore poco dopo.

Vista la complessità dell’indagine - nella quale il 48enne non ha fornito alcun elemento utile alla risoluzione del caso - i poliziotti stanno dunque procedendo a cerchi concentrici: se non è ancora possibile stringere il cerchio attorno al responsabile del tentato omicidio, non resta che allargare via via il numero delle persone potenzialmente informate sui fatti. Ancora nessun elemento significativo, tuttavia, sarebbe venuto alla luce. Le dichiarazioni dei residenti così come i video recuperati dalle prime telecamere utili, a centinaia di metri di distanza, non hanno restituito grandi verità alle forze dell’ordine. Stesso epilogo per il paio di perquisizioni eseguite nella nottata tra giovedì e venerdì nelle abitazioni di alcuni individui inizialmente sospettati: a distanza di quasi 72 ore dalla sparatoria, l'autore è ancora libero, forse a spasso per la città.

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