Incidenti stradali

Tre incidenti, un morto investito: notte da incubo sulla statale 16

All'altezza dello svincolo per Lizzanello, un uomo di 50 anni di Martano travolto al centro della strada. E poco prima, altri due sinistri verso Zollino

Foto di Antonio Quarta.

LECCE – Il lunedì nero della strada statale 16. Una notte da incubo, con tre incidenti quasi di fila, uno dei quali mortale. Una vera e propria escalation, con l’episodio più grave di tutti verificatosi nelle vicinanze di Lecce. E’ stato, in ordine cronologico, proprio l’ultimo dei tre. Grave e insolito, perché si è trattato di un investimento. Avvenuto proprio al centro della carreggiata.  

Un tratto molto buio

La tragedia si è consumata attorno alle 22,30 in direzione di Maglie. Ma le ricostruzioni non sono ancora terminate. Gli agenti di polizia locale di Lecce, che si stanno occupando dei rilievi, dovranno tornare in mattinata sul posto per ulteriori verifiche. Il punto in cui è avvenuta la tragedia, infatti, era particolarmente buio. Finché è stato possibile, si è proceduto con l’illuminazione fornita dai riflettori dei vigli del fuoco. Ma alla luce del giorno, dovranno essere svolti nuovi raffronti, anche in virtù della particolarità del caso e delle testimonianze raccolte nell’immediatezza dai presenti.    

La vittima si chiamava Arcangelo Michele Grande. Aveva 50 anni ed era di Martano. Non era da solo in auto, una vecchia Nissan Micra: c’era anche una donna di 42 anni di Cannole. Stando a quanto dichiarato alla polizia locale proprio da quest’ultima, alla guida c’era Grande. Il quale, all’improvviso, avrebbe bloccato l’autovettura all’imbocco dello svincolo per Lizzanello. Peraltro, in una posizione molto pericolosa, specie in considerazione del buio pesto. Aveva necessità di espletare un bisogno fisiologico.

Video: sulla scena dell'investimento

Qui, però, la situazione inizia a farsi contorta. Grande, infatti, non è andato, come ci si sarebbe aspettato, verso destra, all’altezza del guardrail che separa l’asfalto dalle campagne circostanti. Ma a sinistra, proprio in direzione del centro della carreggiata. Esponendosi in maniera clamorosa al rischio di un investimento. Cosa che, purtroppo, è avvenuta qualche istante dopo, quando è passata una Fiat Grande Punto, condotta da un uomo di 59 anni di San Donato di Lecce, rimasto poi comprensibilmente sotto choc.

L'urto al centro della carreggiata

L'urto si è verificato con la parte anteriore sinistra del veicolo. Il 59enne non è riuscito in alcun modo a scansare Grande, morto praticamente sul colpo. Vani di sono rivelati i tentativi degli operatori del 118, giunti poco dopo, di rianimarlo. Sul posto, come detto, per via del buio, sono intervenuti anche i vigili del fuoco da Lecce per fornire illuminazione alla scena. La zona, oltre che dagli agenti di polizia locale del capoluogo, è stata presidiata anche dai carabinieri del Norm di Lecce, che hanno coadiuvato nella regolazione del traffico.

Il tratto è rimasto chiuso per diverso tempo. Alcune volanti di polizia si sono collocate all’altezza della rotatoria che regola l’ingresso delle auto da Lecce verso Maglie, proprio per bloccare il transito e permettere di svolgere i primi rilievi in sicurezza. Avvisata nella notte dell’incidente, il pubblico ministero di turno, Maria Vallefuoco, ha disposto il sequestro della Nissan Micra e della Grande Punto. Mentre, per quanto riguarda il 59enne di San Donato, è stato accompagnato in ospedale per gli accertamenti di rito dagli stessi agenti di polizia locale. Con esito negativo: nel sangue non sono state trovate tracce di alcolici o stupefacenti.

Il conducente della Punto non l'ha visto

Il conducente della Grande Punto, di certo, ha spiegato che stava procedendo sulla corsia di destra e di aver visto all’improvviso lo sportello della Micra aperto. Per evitare un possibile contatto, si sarebbe quindi spostato verso sinistra. Ma al centro della strada era nel frattempo già arrivato Grande (che forse si stava dirigendo verso il guardrail opposto). Ed è avvenuto l’impatto.

Un aspetto che rende tutta questa storia ancor più paradossale, è il fatto che Grande non fosse nuovo alle cronache, per incidenti molto particolari. Proprio nella notte della scorsa Epifania, era rimasto vittima di una drammatica esplosione. Una palazzina era crollata a Martano, a causa dello scoppio di due bombole di gas. Il 50enne era rimasto ustionato e per questo condotto a Brindisi, nel centro specializzato. L’anziana madre, invece, aveva subito conseguenze minori, a livello fisico.

Poco prima altri due incidenti

E non è tutto. Bizzarro anche quanto avvenuto poco prima, verso le 21,20, con altri due incidenti che hanno coinvolto non meno di cinque veicoli fra Zollino e Sternatia. Tutto avvenuto quasi nei medesimi istanti e alla stessa altezza, ma su carreggiate differenti. Lievi i feriti, in questo caso, ma si è ovviamente creato un disagio molto serio per la viabilità.  

Per cause in fase d’accertamento da parte dei carabinieri del Norm di Maglie e delle stazioni di Muro Leccese e Minervino di Lecce da un lato e della polizia stradale di Maglie dall’altro, infatti, si sono create una serie di collisioni. Con una dinamica che, per quanto possa apparire eccentrica, in realtà non è del tutto insolita. Chi si trovava nella carreggiata opposta, infatti, è rimasto coinvolto a sua volta in un sinistro dovuto alle parti meccaniche che hanno invasto l'asfalto, oggetti volati per aria nel corso del primo incidente.

Feriti lievi, ma danni notevoli

Sul posto sono arrivati letteralmente in massa. Non solo carabinieri e agenti della polstrada, ma anche operatori del 118, squadre di vigili del fuoco da Lecce e Maglie, personale dell’Anas, volontari del nucleo emergenza radio di Soleto per coadiuvare nello smistamento del traffico. Nonostante i danni evidenti, con parti di auto - come detto - proiettate anche a diversi metri di distanza, e di feriti e contusi, nessuno ha riportato conseguenze gravi. I più sono stati medicati presso il nosocomio di Scorrano.

Sono rimaste coinvolte, in particolare, una Mercedes Classe B di una ditta di Melpignano, una Bmw X3, e un Fiat Doblò, più altri veicoli colpiti dai detriti nella direzione opposta. Quattro le persone che hanno fatto ricorso alle cure mediche, ma solo in due casi vi è stata prognosi, di dieci e dodici giorni. 

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