Incidente da film d'azione: auto si sollevano nella sottovia

All'origine forse un sorpasso azzardato da destra di un vigilante fuori servizio che è stato denunciato: ha rifiutato di sottoporsi all'etilometro. La parte del leone l'ha fatta un "giovanotto" di 88 anni, agile a svincolarsi e salvarsi

La Captur bloccata nella sottovia, con agenti e 118 e, sotto, i mezzi sul posto.

LECCE – Un testimone ha descritto la scena con un termine di paragone decisamente azzeccato: pare che sia stato come vedere le evoluzioni delle macchinine sulle contorte piste della “Hot Wheels”. Peccato che fosse tutto reale, in diretta, e su una “pista” cittadina: il sottopasso di via del Mare. Una scena quasi surreale, con un automobilista che s’è visto piombare addosso persino pezzi di carrozzeria. Procedeva nell’altro senso di marcia, in direzione di viale Leopardi, quando, proprio davanti, gli sono parate un’Opel Agila e una Renault Captur. Non erano semplicemente affiancate. Erano incollate, al punto da sollevarsi entrambe da terra.

Chi ieri sera, intorno alle 21,30 abbia dovuto deviare verso via Simini, vedendo gli agenti di polizia locale con le palette in mano all’imbocco della sottovia, in direzione di viale Japigia, si starà forse ancora chiedendo cosa sia successo. Non il solito allagamento, poiché non piove in modo serio da mesi. Ebbene, erano, appunto, gli effetti di un assurdo incidente che ha visto due protagonisti. Un eroe e un antagonista, verrebbe da dire, pensando ai film d'azione.

La parte del leone l’ha fatta – udite, udite- un giovanotto di 88 anni (quasi 89). Ha avuto una prontezza di riflessi encomiabile. Agli agenti di polizia locale della sezione infortunistica stradale giunti sul posto, capitano Luigia Doria in testa, ha raccontato con estrema lucidità com’è venuto fuori da quella spinosa faccenda.

Ha visto che nel senso opposto, passata la prima auto (quella lievemente ammaccata da qualche pezzo di carrozzeria volata per aria) non arrivava più nessuno, così ha prima sterzato a sinistra, invadendo per un attimo quel lato della strada, poi ha controsterzato a destra, rimettendosi nel senso di marcia giusto, quindi è risalito fino in cima al sottopassaggio, infine ha accostato, attendendo i soccorsi.

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Chi n’è venuto fuori molto male, invece, è stato un 52enne, di professione guardia giurata (e che, per inciso, era fuori servizio e con la sua auto privata). La sua Captur è rimasta bloccata quasi al centro del sottopassaggio, con gli airbag spalancati. E c’è di più. Sia ai sanitari del 118 intervenuti, sia agli stessi agenti, è parso palesemente incapace di stare alla guida. La sensazione è che avesse alzato il gomito. Non ha però voluto in alcun modo affrontare l’etilometro. Non c’è stato verso di sottoporlo ai test. E alla fine, sono arrivati ritiro della patente, sequestro del mezzo finalizzato alla confisca e denuncia penale. Davvero una brutta gatta da pelare.

Sulla dinamica, i rilievi sono ancora in fase di studio. Dai segni e da quanto raccolto dagli agenti della polizia locale, però, sembra in parte già chiaro quanto potrebbe essere avvenuto. L’anziano conducente dell’Agila, qualche istante dopo essersi immesso nel sottopassaggio, sarebbe stato vittima di un tentativo di sorpasso a dir poco azzardato, cioè sulla destra, da parte della Captur. I due veicoli si sono così “baciati”, sollevandosi per qualche istante per aria, l’Agila verso sinistra, la Captur verso destra, arrivando quest’ultima a raschiare la parete del sottopassaggio.

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L’episodio, che ha del paradossale, è solo l’ennesima dimostrazione di quanto già scritto ieri, narrando di due incidenti, uno a Lucugnano, l’altro sempre a Lecce, in cui due conducenti sono risultati sotto effetto uno di stupefacenti e l’altro di alcool. Le strade stanno diventando vere e proprie trappole. Ma non è solo la manutenzione, a volte in effetti carente, uno dei motivi. La verità è che fin troppi pericoli derivano da pessime abitudini.  

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