Incidenti stradali

Auto si schianta fuori strada, molto grave una ragazza di soli 16 anni

L'incidente di notte sulla via per Torre Chianca. La giovane, leccese, è in coma. Feriti lievemente tre surbini, fra 18 e 20 anni. Il conducente risultato positivo alla cannabis

LECCE - La pioggia non era ancora venuta giù, dirompente, a seppellire la città sotto rivoli d’acqua. Solo un’ora dopo circa, si sarebbe scatenato un vero putiferio. L’asfalto, dunque, come da referto della polizia locale di Lecce, era asciutto quando la Ford Fiesta ha sbandato all’improvviso, uscendo di strada e schiantandosi (senza ribaltarsi, come riportato nelle versione precedente, Ndr), proprio accanto al santuario di Sant’Oronzo Fuori le Mura, lungo la provinciale che collega capoluogo e marina di Torre Chianca.  

Sono ore d’ansia per la famiglia e gli amici di una ragazza di soli 16 anni. C.F., infatti, è arrivata in ospedale, trasportata davanti al pronto soccorso a bordo di un’altra autovettura, con un polmone collassato e una frattura della base cranica. La ragazza era l’unica leccese di un gruppo di quattro amici. Gli altri sono tutti di Surbo. Lei è in coma, ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” del capoluogo. Gli altri tre hanno riportato lesioni giudicate lievi.

Il motivo di una differenza così marcata fra le condizioni della 16enne e quelle dei suoi amici, tutti fra i 18 e i 20 anni, va forse ritrovata in una crudele casualità. Nel portabagagli della Ford era custodita una sedia a rotelle. Doveva essere consegnata presso una chiesa. Il conducente dell’auto, però, si era attardato. E così era rimasta all’interno. Si sarebbe ripromesso di portarla a destinazione il giorno successivo. Ma intanto, quell’ingombrante oggetto, nel momento in cui l’auto si è capovolta, s’è spostato di colpo. Probabilmente, quindi, è stato il bracciolo a colpire C.F. alla testa. Lei, infatti, sembra che si fosse accomodata proprio sul sedile posteriore.  

Alla guida c’era G.C., di 18 anni. Ha la patente da appena un mese. Ed è stato trovato positivo alla cannabis. Per lui, inevitabile la denuncia penale. Quanto alla dinamica, è in fase di studio. Gli agenti della sezione infortunistica stradale della polizia locale non hanno ancora compreso quale sia stato il motivo reale della perdita di controllo, se l’alta velocità, un ostacolo improvviso, o altro. Hanno però ricostruito gli ultimi metri prima dello schianto.

La Ford, dunque, dalla periferia viaggiava verso Lecce. Poco prima del santuario, all’altezza di un’ampia curva, s’è verificato lo sbandamento. Invasa la corsia opposta, l'auto ha compiuto un giramento vorticoso su se stessa nel momento in cui è rientrata nel proprio senso di marcia. L'idea è che il conducente abbia controsterzato bruscamente per evitare di finire in un terrapieno. Ed ecco così l’uscita definitiva di strada, sulla destra. Il veicolo ha colpito con la parte posteriore la barriera spartitraffico collocata proprio nei pressi del muro di cinta davanti al santuario.

La ragazza è stata condotta subito in ospedale, perché non rispondeva ad alcuna sollecitazione. Gli altri giovani (alcuni trasportati con il 118) hanno riportato ferite giudicate guaribili mediamente in cinque giorni. E il conducente, come detto, è stato sottoposto agli accertamenti rituali, con il nuovo protocollo, che dovrebbe ridurre notevolmente i margini di errore, tendendo ad accertare in modo più veritiero se eventuali sostanze stupefacenti o alcool siano stati assunti di recente, e offrendo, nel frattempo, anche più garanzie all’indagato.

Funziona in questo modo: vi sono tre provette per gli stupefacenti e altrettante per l’alcolemia. Al test assiste l’avvocato difensore, se nominato, o in alternativa una persona di fiducia dell’automobilista. Nel caso della notte scorsa, è stato nominato il fratello di C.G.. Per la controparte, vi sono invece agenti di polizia giudiziaria. Nella vicenda in questione, hanno presenziato i poliziotti di una volante della questura, che hanno fornito supporto alla polizia locale, impegnata nei rilievi su strada.

I campioni, sigillati, sono stati trasferiti dal pronto soccorso al laboratorio di analisi. Un campione è stato refrigerato per le controprove. Si tratta di un protocollo che dovrebbe soprattutto garantire che eventi esterni non si frappongano nelle fasi di passaggio. E il campione refrigerato, viene conservato per la difesa dell’indagato, in modo da produrre eventuali controdeduzioni.

Purtroppo, è il secondo incidente consecutivo che vede un minore coinvolto con lesioni molto gravi, dopo il caso del 14enne di Taurisano. Quali siano di volta in volta le cause, le strade salentine continuano ancora a provocare infinito dolore.

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