La tragica notizia / Leverano

Vittima di un incidente in moto, muore in ospedale dopo poco più di una settimana

Nulla da fare per Alessio De Giorgi, 22enne di Leverano. Il giovane, domenica 5 novembre, era alle spalle del conducente di una Ducati Monster che a Copertino si era scontrata con un'Audi A3

LEVERANO – Non ce l’ha fatta Alessio De Giorgi. Il giovane, di Leverano, 22 anni compiuti a luglio, è deceduto nel pomeriggio di oggi nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Qui vi era arrivato la sera di domenica 5 novembre, dopo un incidente in moto.

De Giorgi era seduto alle spalle del conducente, un suo amico di 42 anni, anch’egli di Leverano, e all’inizio era apparso persino meno grave di quest’ultimo. Tanto che era stato portato in prima battuta all’ospedale di Copertino. Qui, però, erano state riscontrare ferite più serie del previsto, in particolare alla testa. Così, era stato trasferito a Lecce. Già ieri sera si erano avute avvisaglie di un peggioramento. Nel primo pomeriggio di oggi, poi, la tragica notizia del decesso.

La sera dell’incidente un 42enne e De Giorgi si trovavano in sella a una Ducati Monster e stavano percorrendo la strada provinciale 5 che collega Copertino a Leverano. All’improvviso, all’altezza dell’area di servizio Renis, per cause in fase d'accertamento, lo scontro quasi frontale con un’Audi A3. Sul posto erano intervenute diverse ambulanze del 118 e gli agenti di polizia locale di Copertino.

Nell’auto si trovava una coppia con un bimbo di 2 anni, che era stato portato in Pediatria, a Lecce, per accertamenti, pur non avendo subito ferite gravi (così come i genitori=. Gli unici ad aver patito conseguenze serie erano stati i giovani in moto, il primo condotto subito in codice rosso al “Fazzi” e il secondo, come detto, prima a Copertino, e poi qualche ora dopo anch’egli a Lecce. I mezzi erano stati sequestrati dalla polizia locale, per gli accertamenti, e i due giovani leveranesi ricoverati in prognosi riservata.

Purtroppo, per De Giorgi non c’è stato nulla da fare. Il giovane, che non aveva un impiego stabile (svolgeva di sovente lavori nelle campagne come bracciante agricolo), è spirato a poco più di una settimana di distanza dal sinistro. 

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