Malore e incidente: non ce l'ha fatta l'endocrinologo Gianni Formoso

Il sinistro era avvenuto la mattina del 16 novembre scorso presso uno svincolo per Nardò della 101. Una volta arrivato in ospedale, era sopraggiunto un attacco cardiaco. Ha resistito per una decina di giorni, ma nella notte l'ex primario s'è spento

LECCE – E’ spirato la notte scorsa, nel reparto di rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce, l’endocrinologo Gianni Formoso, 69enne, originario di Nardò. Le sue condizioni sono peggiorate ulteriormente nella giornata di ieri, dopo il terzo attacco cardiaco. Era ricoverato presso l’ospedale del capoluogo fin dalla mattina di domenica 16 novembre, dopo un incidente provocato con ogni probabilità da un primo malore, seguito da un secondo, sopraggiunto proprio mentre veniva sottoposto alle visite.

Quella mattina, intorno alle 8, il medico si stava recando da solo con la sua Citroen C3 a Nardò. Dalla strada statale 101, arrivato nella zona di

gianni formoso-4Galatina, aveva appena imboccato uno svincolo quando all’improvviso era uscito fuori strada. Formoso era stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato verso il nosocomio del capoluogo. Aveva riportato la frattura di un femore e un trauma cranico. Lesioni da non sottovalutare, ma che nemmeno sembravano dover far presagire un triste epilogo. Sul posto, nel frattempo, erano sopraggiunti i carabinieri della stazione di Galatina per i rilievi.

E invece, una volta giunto in ospedale, proprio nel momento in cui i sanitari lo stavano sottoponendo a ulteriori accertamenti nel reparto di radiologia, era sopraggiunto un arresto cardiaco che aveva fatto letteralmente precipitare il quadro. Salvato per il rotto della cuffia, le sue condizioni erano però subito apparse molto gravi, a quel punto quasi compromesse. Ieri, poi, un ulteriore aggravamento che aveva lasciato ai medici ben poche speranze. Nella notte, intorno alle 22, il decesso.     

Gianni Formoso era uno specialista in endocrinologia affermato. Era andato in pensione nell’aprile del 2012, dopo essere stato primario proprio presso l’ospedale “Vito Fazzi”. Aveva tuttavia continuato a esercitare la professione in privato, gestendo un ambulatorio medico a Lecce, in via Merine. Lascia la moglie e una figlia.

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