Incidenti stradali

Una frenata di oltre venti metri, moto tamponata: grave un centauro 33enne

Fabio Crispino, 33enne di Guagnano, è ricoverato in prognosi riservata all'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce. La sua Suzuki è stata urtata con violenza da una Fiat Qubo sullo scorrimento veloce Maglie-Gallipoli, quasi all'altezza dell'imbocco per il parcheggio di Lago Rosso. Sul posto i carabinieri

Foto di Antonio Quarta.

SOLETO – Ventidue metri di frenata. Poi lo schianto su quella moto che lo precedeva. Il centauro, Fabio Crispino, 33enne di Guagnano, sergente dell'esercito, forse non ha fatto neanche a tempo ad accorgersi di quanto stava avvenendo. In un attimo è stato sbalzato dalla sella della sua Suzuki Gsx.

La caduta sul manto stradale è stata terrificante. Ora è ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Vi è arrivato in codice rosso, condotto a sirene spiegate da un’ambulanza del 118. La sua moto è rimasta lì, per terra, spaccata in due. Per la violenza dell’impatto, la sella s’è divisa dal corpo motore.

Erano da poco passate le 17. Crispino procedeva lungo la provinciale Maglie-Gallipoli, in direzione della litoranea jonica. Non era solo. Con altri amici, un gruppetto di motociclisti, avevano trascorso il pomeriggio di sabato a Otranto e stavano facendo rientro nelle loro zone di residenza.

A tamponare la moto è stata una Fiat Qubo condotta da un 27enne di Sternatìa. Nell’impatto, il cofano si è piegata all’indietro. La collisione è avvenuta lungo corsia di destra, quasi all’altezza di località Lago Rosso, in territorio di Soleto, poco prima dell’imbocco per una vasta area parcheggio, segnalata da un cartello.

Non è chiaro se il motociclista si stesse apprestando a entrare proprio lì e per questo abbia rallentato il passo (è solo un’ipotesi), o se stesse procedendo dritto e lo scontro in quel punto sia stato solo una casualità. L’impressione, però, è che l’automobilista abbia scorto il centauro in ritardo e che per questo abbia frenato all’improvviso, in maniera quasi disperata.

Il conducente dell’auto è rimasto sostanzialmente illeso. Mentre il centauro ha avuto la peggio. Il casco e le altre protezioni potrebbero averlo messo al riparo da guai peggiori, e tuttavia le sue condizioni sono gravi per le lesioni riportate su varie parti del corpo. In particolare, una frattura al bacino e una compressione toracica. Sul posto, per i rilievi, si sono diretti i carabinieri del nucleo radiomobile di Maglie. Starà a loro svelare tutti i dettagli della dinamica. Sul posto anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce.

I PRECEDENTI E IL CASO DELLE CORSE CLANDESTINE

Non si tratta certo del primo incidente su questa provinciale. La strada dell’inferno, la bretella della morte: gli appellativi inquietanti ed evocativi si sono sprecati in questi anni per definire la Maglie-Gallipoli, una chilometrica lingua d’asfalto in cui troppo spesso si tende a superare i limiti di velocità.

Troppe volte questa strada è balzata agli onori delle cronache. Nel luglio dello scorso anno, nel giro di due giorni appena (11 e 12), qui morirono prima una baby-sitter e un bimbo di 18 mesi, nel ribaltamento di un’auto che coinvolse un’intera famiglia e poi un ragazzo alla guida di un’auto, che s’incendiò nelle campagne; la madre, che sedeva accanto, rimase ferita.

Ma questa è anche la provinciale passata alla storia per le gare clandestine fra moto. Proprio nei giorni scorsi la Procura ha chiuso l’indagine scaturita dall’operazione “Moto Gp”.

Amara ironia della sorte, non lontano dal luogo dell’incidente di questa sera, per terra, campeggiava una scritta in tinta rossa accesa: “Arrivo”. Sembra che sia stata realizzata piuttosto di recente, in sovrimpressione rispetto a quella precedente, ormai sbiadita. Con l'episodio di questa sera sicuramente non avrà alcun riferimento. E indipendentemente dal fatto odierno, la casuale scoperta potrebbe essere motivo per un nuovo approfondimento investigativo.

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