Investe donna e scappa: denunciato, ma le indagini scavano più a fondo

E' successo a Racale. La vittima è una 43enne, non grave. Rintracciato un uomo: ora si cerca di capire quale sia il movente

Foto di repertorio.

RACALE – Per ora c’è una denuncia. Omissione di soccorso il reato contestato nei confronti di un 50enne. Si è agito d’ufficio con l’iscrizione del registro degli indagati.

Ma se esiste un movente particolare, se dietro vi sia una storia molto più complessa (come si potrebbe presupporre da alcuni dettagli), è ancora tutto da chiarire. Qui s’insedia l’attività investigativa più approfondita dei carabinieri della stazione di Racale e della compagnia di Casarano, sotto il coordinamento del capitano Clemente Errico, al di là dell’episodio in sé, un investimento per il quale, nei primi istanti, si è temuto che la situazione potesse assumere una piega molto più drammatica.

Vittima, una donna del posto di 43 anni. L’ambulanza che l’ha soccorsa è partita a sirene spiegate verso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Era stato assegnato un codice rosso. La stessa donna, però, è stata dimessa in seguito con una prognosi di tre giorni. Insomma, le ferite molto meno gravi di quanto temuto. Il gesto, però, resta, nella sua estrema pericolosità, tanto più che tutto suggerisce un fatto: sarebbe stato intenzionale.   

Tutto s’è consumato in tarda serata, intorno alle 22,30. La 43enne non era sola. Con lei c’era la madre. Le due donne stavano passeggiando nei pressi del campo sportivo, alla periferia di Racale (quasi al termine di via Mazzini), quando all’improvviso, stando alle ricostruzioni svolte fino a questo momento, si sarebbe avvicinato quell’uomo a bordo di una Fiat Bravo. Ci sarebbe stato, a quel punto, qualche frase piuttosto pesante, poi un colpo secco di sterzo. Fino a investire la donna. Poi, una brusca accelerata e via.

Quell’uomo non è certo uno sconosciuto alla 43enne, e questo i carabinieri, quando hanno iniziato a indagare, l'hanno capito subito. Non è stato però ancora accertato che tipo di conoscenza vi sia fra i due, e se vi siano stati episodi particolari in passato. Per esempio minacce, violenze, pedinamenti. Tutto ciò che concorre a formare un quadro di atti persecutori. Per ora, stando a quanto raccolto nei primi momenti dai militari, l'episodio di ieri sera sarebbe stato l'unico e il solo. Ma i militari vogliono andare fino in fondo e, in accordo con la magistratura, capire se vi sia da squarciare il classico velo di reticenza dettato dalla paura o se davvero non esistano precedenti.

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Tant’è. Una volta rintracciato, il 50enne è stato deferito per omissione di soccorso. Data la prognosi non superiore ai ventuno giorni e, per ora, la mancanza di elementi che dettino una continuità in un’ipotizzabile azione persecutoria verso la donna, non è stato possibile contestare altri e magari più gravi reati.

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