Martedì, 27 Luglio 2021
Incidenti stradali

Inferno sulla 367, a giudizio il conducente. Nell’incidente morirono figlioletto e baby-sitter

Raffaele Frasca, il 42enne di Galatone che l'11 luglio del 2012 si trovava alla guida della Ssang Yong Kiron, con l'intera famiglia a bordo, andrà a processo il prossimo 3 dicembre. Nel tragico sinistro persero la vita uno dei tre gemelli di appena 18 mesi, e la governante 21enne

Un'immagine del drammatico incidente

LECCE - Raffaele Frasca, 42enne di Galatone, è stato rinviato a giudizio dal gup Annalisa De Benedictis, la quale ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dal legale dell'imputato, nell’udienza che s’è svolta questa mattina presso il tribunale di Lecce. L’uomo - che dovrà presentarsi per il primo appuntamento del processo, previsto per il prossimo 3 dicembre -  l’11 luglio dello scorso anno era alla guida dell’auto Ssang Yong Kiron che, dopo un terribile incidente, si ribaltò più volte sull’asfalto, provocando la morte del figlio Agostino, di 18 mesi, e della  baby-sitter Marika Margiotta Casaluci, 21enne, anche lei galatonese. Nell’auto c’erano anche la moglie di Frasca, Cosima Congedo, 40enne, che rimase gravemente ferita, e altre due figlie, gemelle di Agostino, che riportarono a loro volta diverse lesioni.

L’episodio si verificò poco dopo mezzogiorno di quella torrida mattina di luglio. L’auto sbandò al quinto chilometro della strada a scorrimento veloce, la provinciale 367 che congiunge la statale di Maglie alla 101 che conduce verso Gallipoli. L’impatto contro la barriera che costeggia la carreggiata fu molto violento.

La moglie sedeva accanto a Frasca, mentre i tre gemelli e la baby-sitter si trovavano sui sedili posteriori. L’incidente avvenne all'altezza di uno slargo utilizzato per la sosta, conosciuto con il nome di "Lago Rosso".  L’auto ebbe una brusca sbandata verso destra, fino a schiantarsi contro il guardrail, ribaltandosi più volte. Lo sbandamento forse fu provocato da uno pneumatico forato, tant'è che Raffaele Frasca avrebbe anche cercato nell’occasione di rimettere l'auto in rotta, prima dell'urto fatale.

Sul posto, per i rilievi, intervennero gli agenti di polizia stradale del comando di Lecce. I feriti furono soccorsi da vigili del fuoco e ambulanze del 118. L’uomo fu poi iscritto nel registro degli indagati per duplice omicidio colposo. Il 42enne è difeso dall’avvocato Marcello Marcuccio. Lo scorrimento veloce, l’estate scorsa, tra l’altro, fu al centro di un grosso dibattito sulla sua pericolosità, considerato anche che un tragico destino volle che il giorno successivo avvenisse un secondo incidente, in cui morì un giovane neretino e la madre rimase ferita.    

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