Schianto e la moto si trasforma in catapulta: feriti ma vivi per miracolo due giovani

Terribile impatto su via Lodi intorno all'una. Una 22enne di Lecce ricoverata in chirurgia toracica: ne avrà per trenta giorni. Il conducente della Suzuki ha riportato lesioni meno gravi. Nell'Audi due anziani coniugi rimasti illesi. Per i rilievi sono intervenuti gli agenti di polizia locale

LECCE – Vivi per miracolo. Specialmente C.C., 22enne di Lecce. Dopo l’impatto ha fatto un volo di diversi metri, cadendo molto male sull’asfalto. La moto condotta da M.L.P, 24enne di Lizzanello, è rimasta capovolta, distesa in verticale sulla parte laterale anteriore di un’Audi, con la ruota posteriore per aria. Come se si fosse trasformata in una catapulta. E per lei, che sedeva alle spalle del conducente, nei primi istanti si è temuto il peggio.

Per fortuna entrambi indossavano il casco. Almeno la testa è rimasta ben protetta. La stessa ragazza è sempre rimasta cosciente, ma per i dolori al petto i sanitari del 118 l’hanno trasportata al pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce con un codice rosso per dinamica. La prognosi finale: trenta giorni. E’ ricoverata nel reparto di chirurgia toracica.

Meglio è andata al 24enne, che ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Ma per entrambi, la situazione avrebbe davvero potuto assumere una piega peggiore. Illesi, invece, i due anziani coniugi in’Audio station wagon. A condurla, un 81enne del capoluogo. La solida carrozzeria dell'auto tedesca li ha protetti. 

S’è sfiorata la tragedia, dunque, intorno all'una di oggi, ultima domenica di settembre. Un mese che è stato funestato dagli incidenti stradali, riguardanti proprio giovani a bordo di scooter o moto. Tre morti in due distinti casi soltanto la scorsa settimana. Prima i 16enni di Nardò e Copertino, Giorgio Sabato Alex Giuseppe Furio, in un sinsitro avvenuto a Melendugno e a seguito del quale è finito in arresto l’investitore. Poi, il giorno dopo, Cosimo Elia, 34enne di Depressa, frazione di Tricase, schiantatosi alla periferia di Ortelle contro la fiancata di un’auto mentre ritornava a casa con la sua Suzuki da strada.

E protagonista, nel primo pomeriggio di oggi, è stata ancora una volta una moto Suzuki. Scenario, in questo caso, via Lodi, una strada della periferia di Lecce molto particolare per conformazione: un lungo rettilineo due carreggiate e con due corsie per parte. E' un raccordo fra viale Aldo Moro e viale della Cavalleria, costellato di accessi. Per cercare di limitare la velocità, sono stati installati anche diversi stop e dissuasori sull’asfalto.

Sul posto, oltre alle ambulanze, sono arrivati gli agenti di polizia locale della sezione infortunistica stradale per i rilievi e un paio di pattuglie del secondo turno delle volanti della questura per coadiuvare nella regolazione del traffico.

La scena, agli occhi di tutti, s'è presentata spaventosa. La moto sospesa, parti di scocca e meccaniche sparse ovunque per decine di metri. Stando alle prime ricostruzioni, l’Audi viaggiava lungo via Lodi in direzione di viale Aldo Moro. Alla guida l’uomo, un 81enne. All’incrocio con via Giuseppe Cesare Abba, s’è fermato per svoltare verso sinistra.

L'incidente è avvenuto dopo che l’Audi ha abbondantemente oltrepassato l’incrocio, tanto da essere ormai arrivata quasi all'imbocco di via Abba. Proprio in quel momento, infatti, è sopraggiunta la moto da destra, che è andata a collidere fra sportello anteriore sinistro e cofano, capovolgendosi e rimanendo sospesa in aria in modo plastico, quasi fosse il fotogramma di un film. Fra i primi a fermarsi, un automobilista di passaggio, qualificatosi come medico, il quale s’è subito preoccupato delle condizioni dei due giovani, e in particolare della ragazza.

Poiché entrambi i feriti sono stati subito condotti in ospedale, sul posto la polizia locale ha preso al momento solo le dichiarazioni del conducente dell’Audi. L’81enne ha spiegato di essersi fermato prima di oltrepassare l’incrocio per far transitare altri tre veicoli che da via Lodi viaggiavano verso viale della Cavalleria e solo dopo di essere passato, accorgendosi però che nel frattempo stava sopraggiungendo anche la moto, a suo dire a velocità elevata, e di aver cercato di scansarla, invano, sterzando d'istinto verso sinistra.

Questo quanto risulta al momento, come da verbale. Nelle prossime ore, e comunque appena possibile, la polizia locale ascolterà anche la testimonianza dei giovani per avere un quadro definitivo. Ad ogni modo, fortuna ha voluto anche che l’impatto non sia avvenuto in pieno sullo sportello, o avrebbe rischiato serie conseguenze anche la moglie del conducente dell’auto.  

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Una cosa è certa: via Lodi, in zona Settelacquare, resta una delle strade cittadine più impegnative e pericolose. Occorre sempre prestare la massima attenzione nel percorrerla, nell’imboccare le varie uscite o nell'immettervi. Di incidenti, qui, più o gravi e quasi sempre spettacolari nella dinamica, ne sono già avvenuti fin troppi, nel tempo.                     

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