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Luca Capoccia Photo.

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Si ribalta nel canale rischiando di annegare nell'abitacolo: la salvano i passanti

Momenti drammatici nel pomeriggio lungo la Spiaggiabella-Torre Chianca. Un'insegnante in pensione leccese di 65 anni ha sfondato un muro con l'auto, che si è capovolta nell'acqua. Alcuni uomini sono intervenuti con una difficile operazione di recupero, prima dell'arrivo dei vigili del fuoco

SPIAGGIABELLA (Lecce) – Una situazione drammatica. E una questione di attimi. La donna era incastrata nell’abitacolo, in un canale che costeggia la strada. L’auto, capovolta e immersa. L’acqua già si stava insinuando pericolosamente. Filtrava da ogni fessura. In pochi minuti gli interni si sarebbero riempiti. E avrebbe rischiato una fine terribile. In quel punto la profondità raggiunge all’incirca il metro e 20 centimetri.  

In quella situazione, tra la pressione esterna sugli sportelli e il panico che può subentrare, rendendo difficile anche capire come muoversi, uscire con le proprie mani sarebbe stato molto difficile. Forse impossibile. E allora, Raffaella Scrimieri, 65enne leccese, insegnante in pensione, che questo pomeriggio è rimasta vittima di un incidente sulla strada che collega Spiaggiabella a Torre Chianca, può dirsi miracolata due volte.

La prima, perché ha trovato nei passanti i suoi eroi. L’hanno estratta dall’abitacolo. Due di loro si sono letteralmente immersi nell’acqua del canale per afferrarla da una mano, dopo aver sfondato il finestrino. La seconda, perché non ha riportato lesioni gravi. E’ stata condotta in ospedale, al “Vito Fazzi”, con un codice giallo, per precauzione. Era sotto choc, ma cosciente. 

L’incidente è avvenuto intorno alle 16,30. La donna rientrava da Spiaggiabella. Era appena uscita con la sua Toyota Yaris dalla marina e aveva imboccato la strada per Torre Chianca, quando, all’altezza della prima curva, ha perso il controllo del volante. L’auto ha sbreccato un tratto del muro di cinta che divide la strada da un canale. E vi è finita dentro, capovolta.

Quando i primi passanti si sono avvicinati ed hanno visto la situazione, hanno subito chiamato i soccorsi. Hanno valutato che non ci fosse un istante da perdere e in particolare l’ha capito un ufficiale del corpo militare di Trepuzzi della Croce rossa italiana, Tonio Sisinni, che stava passando con la sua moto. Ha visto le persone sbracciarsi e urlare, e s’è fermato. In quel momento, nelle vicinanze, c’era un altro trepuzzino, Fabio Lattarulo, impiegato civile della Marina militare, di stanza a Brindisi. I due non ci hanno pensato un istante: si sono fiondati nel canale, immergendosi letteralmente per osservare la situazione, seguiti a ruota da altri fra i presenti.

20150801_173541-2Alcuni di loro hanno sollevato l’auto per quanto possibile, mentre Lattarulo ha sfondato il finestrino posteriore sinistro con una pinza che aveva in auto (la vittima era stata catapultata indietro) e con Sisinni hanno afferrato la mano della donna, estraendola sana e salva.

Le hanno posto un asciugamano sulle spalle e hanno atteso i sanitari del 118, confortandola. Era scossa per quanto avvenuto, ma lucida. Ha spiegato che nell’auto non c’era nessun altro. L’ambulanza l’ha trasportata presso il “Fazzi”, mentre nel frattempo sono sopraggiunti i vigili del fuoco da Lecce e gli agenti di polizia locale della sezione infortunistica stradale per i rilievi.

I pompieri, prima ancora di avviare il recupero del veicolo, avendo notato un seggiolino per bimbi sul sedile posteriore, hanno sfondato tutti i vetri per verificare se vi fossero altre persone in auto. Nonostante la donna avesse già confermato di trovarsi da sola, ovviamente non hanno lasciato nulla d’intentato.

Gli agenti hanno invece avviato i primi accertamenti. Sull’asfalto non hanno trovato alcun segno di frenata. Soltanto gli effetti dell’impatto sul divisorio in pietra e del ribaltamento. Segno che forse la donna è rimasta vittima di un malore improvviso, prima di andare a collidere, rischiando una morte assurda, ma trovando sulla sua strada veri e proprio angeli custodi. Senza di loro, forse, la situazione avrebbe assunto un’altra piega.           

"E' stata una sensazione molto bella vedere uscire la signora dal finestrino, dopo averle teso la mano. Era completamente bagnata, sembrava quasi una bambina", ricorda Sisinni. Che aggiunge: "E' stata un'operazione molto difficile, perché l'acqua era alta e ci appoggiavamo con una gamba su una sorta di marciapiede e l'altra sulla macchina per mantenere l'equilibrio e non farla scendere giù. E' stato complicato, ma non potevamo attendere l'arrivo dei vigili del fuoco. La situazione era drammatica". 

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